Alcuni consigli

Ho scaricato circa 350 GB di materiale, perciò saranno rimandati alcuni piani, l’HD del PC è pieno fino all’orlo.
Intanto ho potuto visionare, di questo materiale:
Jormungand II: odioso, confusionario, inconcludente
Nobunaga The Fool: inconcluso, il pack che avevo scaricato aveva solo 12 dei 24 episodi della serie
Texhnolyze: deprimente, da tagliarsi le vene, il tipico ‘ottimismo’ crepuscolar-disperante nipponico
Kyousougiga: tecnicamente ben fatto, però tipico ‘rompicapo’ religioso-filosofico nipponico
Rio Rainbow Gate: molto carino, più fruibile di tutti gli altri, ma va bene visto una sola volta.
Infine un paio di gioielli che consiglio a tutti, e che mi pare siano al solito stati ignoranti dal gangbang di ‘expert’ youtuboidi italiani e simili:
Hyakko
e
Blade & Soul

Consigliatissimi

Ansia sul ‘tesoro’ della Kyoto Animation

Asahi Shinbum, 19 luglio 2019

Sebbene sia uno studio secondario nell’animazione giapponese, la Kyoto Animation Co. sfornò una serie di anime popolari per la TV e le sale cinematografiche, tra cui “La malinconia di Haruhi Suzumiya”, “Lucky Star” e “K-On!”, Attualmente, il suo “Free! Road to the World – The Dream: The Movie”, dedicato ai nuotatori delle scuole superiori, viene proiettato nei cinema di tutto il Paese. “Violet Evergarden: The Movie”, su una ragazza che ha perso le braccia a causa della guerra e usa le protesi per scrivere per conto altrui, era programmato per gennaio. Ma all’indomani dell’incendio mortale nello studio a Kyoto della Kyoto Animation, il 18 luglio, che uccise 33 persone e ferito molti altri, gli esperti hanno espresso preoccupazione per la compagnia. Poiché gli studi di animazione di solito hanno un grande staff, con animatori e creatori di sfondi, “la produzione diventa molto difficile anche quando manca uno staff”, aveva detto Toshiyuki Morii, direttore dello studio di animazione Mushi Production di Tokyo, che aggiungeva preoccupato: “L’intero studio è andato a fuoco. Potrebbe essere difficile continuare la produzione per ora”.
Kyoto Animation, fondata nel 1981, si guadagnò una buona reputazione nei primi anni come subappaltatore perché i suoi lavori erano accurati. La società ebbe la grande occasione a metà degli anni 2000 quando adattò light romance in opere visive e produsse anime basati su manga a quattro riquadri. “(Kyoto Animation) è letteralmente unico nel settore”, dichiarava Nobuyuki Tsugata, istruttore presso il Dipartimento di Cinema della Nihon University College of Art e storico dell’animazione. “Il loro uso del colore è caratteristico: i fan possono capire se dei lavori furono realizzati da questo studio una volta che visti i colori tenui e neutri, offrendo una competenza senza pari nel ritrarre delicatamente i movimenti dei personaggi come la punta delle dita e gli occhi delle ragazze, guadagnandosi molti fan tra le ragazze”.
Secondo una società di ricerca del credito, lo studio aveva 200 dipendenti. Un istruttore di una scuola professionale èer animatori nella prefettura di Kyoto dichiarava che i neolaureati avevano difficoltà a trovare lavoro preso Kyoto Animation perché attirava molti creativi di talento. “È un gruppo di artisti che può essere descritto come il tesoro del Giappone. Non so da dove andrà l’industria dell’animazione giapponese (senza la compagnia)”, si lamentava l’istruttore.

Yasuhiro Takemoto, regista di Violet Evergarden, sarebbe disperso

Patrick Frye, Monsters and Critics 18 luglio 2019

Il leggendario regista della Kyoto Animation Studio è presumibilmente disperso, ma molti fan su twitter già riportavano che il regista Yasuhiro Takemoto sarebbe morto nell’incendio della KyoAni che ha causato 33 vittime. La voce secondo cui Takemoto è morto apparentemente proveniva da questo tweet di un giapponese che affermava, “Un triste episodio si è avuto nella compagnia Kyoto Animation. Attualmente, ci sono 25 morti, tra cui Yasuhiro Takemoto”. Il tweet diventava. Ore dopo, la stessa persona twittava: “Mi dispiace, Takemoto Yasuhiro non è confermato al sicuro, ma potrebbe essere ancora vivo. Prego per lui”. Anime News UK riferiva che “l’ideatore Yasuhiro Takemoto (Hyouka) veniva indicato tra i 5 impiegati ancora dispersi dopo l’incendio di Kyoto Animation”, Ma molti su twitter diffondevano l’idea che Takemoto sia “confermato” morto nell’incendio. Fu anche riferito che “la regista Naoko Yamada (A Silent Voice) sembra al sicuro”. Inoltre, “Shoji Gatoh (creatore di Full Metal Panic) twittava di ritenere il regista Tatsuya Ishihara (La malinconia di Haruhi Suzumiya) al sicuro”. Questa informazione non è confermata. Un parente di uno dei dipendenti della Kyoto Animation chiedeva che le persone non condividano sui social media i nomi delle persone scomparse per rispetto della privacy dello staff della KyoAni.
Takemoto è noto come regista di Amagi Brilliant Park, Full Metal Panic!, Hyoka, Lucky Star, La malinconia di Haruhi-chan Suzumiya e Miss Kobayashi’s Dragon Maid (è possibile che il regista sia pronto a tornare a dirigere Miss Kobayashi’s Dragon Maid 2 ). Era stato anche sceneggiatore e regista di episodi di Violet Evergarden (un annuncio sull’incendio e su come influirà sulla prossima uscita del film Violet Evergarden era già stato fatto). Alcuni tweet che affermavano che Takemoto sarebbe morto erroneamente indicano che aveva diretto Clannad e altri anime. La Kyoto animation ha prodotto Clannad e Clannad: After Story, ma Takemoto non vi aveva lavorato. Il regista Ishihara Tatsuya aveva diretto Clannad e affermava di essere al sicuro.
L’incendiario aveva preso di mira gli uffici in cui lavoravano circa 70 persone. La società ha più sedi, con circa 150 dipendenti in totale. NHK riferiva che 12 uomini, 20 donne e una persona sconosciuto erano morti nell’incendio. I vigili del fuoco di Kyoto conclusero l’intervento nell’edificio confermando che nessuno era rimasto nell’edificio. I vigili del fuoco trovarono due corpi al primo piano, 11 al secondo piano e 20 al terzo piano o nella tromba delle scale che porta al tetto Il motivo per cui il numero di morti aumentava rapidamente è che la polizia e i pompieri non confermano i decessi sulla scena degli incidenti. Invece, le vittime vengono trasportate all’ospedale dove un medico deve confermarne il decesso.
Secondo l’ultimo bilancio delle vittime, l’incendiario della KyoAni da parte di un attentatore di 41 anni è la peggiore strage nella storia del Giappone dalla Seconda guerra mondiale. La polizia prefettizia di Kyoto ritiene che il sospetto scatenò l’incendio con 40 litri di liquido simile a benzina e incendiando intenzionalmente il primo piano e tutte le uscite, quindi le persone non poterono fuggire. Il sospetto avrebbe urlato “dovete morire!” attaccando lo staff di KyoAni. Versò liquido simile a benzina direttamente addosso a loro, cercando di bruciare i dipendenti. La polizia ha anche confermato che diversi coltellacci furono trovati sulla scena della strage. “Qualcuno ha lasciato l’edificio chiedendo aiuto da una finestra. Non potrei dire se fosse uomo o donna. La loro bocca era rosso vivo sul corpo annerito coperto completamente di fuliggine, persino il viso”, aveva detto un testimone oculare singhiozzando. “Tutto quello che ho potuto dire è che gridava ‘AIUTO! AIUTO’ ancora e ancora. Ben presto smise di muoversi bruciando come ombre. Poi sentì il frastuono delle sirene delle ambulanze e degli elicotteri in volo”.
L’aggressore su trascinato fuori l’edificio da un coraggioso impiegato della KyoAni fin quando non venne arrestato dalla polizia mentre si nascondeva. Il motivo dell’attacco non è chiaro, ma fonti indicano che l’attentatore pensava che la Kyoto Animation l’avesse derubato, plagiato o ricattato in qualche modo.

Rancore per un “romanzo rubato” dietro l’attentato alla Kyoto Animation

Asahi Shimbun 19 luglio 2019

Il sospetto dell’incendio doloso in uno studio di animazione poteva aver rancore contro la compagnia di animazione e probabilmente pianificato l’attentato che ha ucciso 33 persone, secondo la polizia. La polizia ancora aspetta d’interrogare l’uomo di 41 anni che risiede a Saitama, perché anestetizzato in ospedale dove viene curato per le ustioni causate dall’incendio, apparentemente scatenato con la benzina. Fonti investigative affermano che quando l’uomo fu arrestato dalla polizia poco dopo l’inizio dell’incendio, avrebbe detto di aver appiccato l’incendio perché la Kyoto Animation Co. “mi ha rubato il romanzo”. Fonti investigative affermano che l’uomo avrebbe detto alla polizia di aver appiccato il fuoco con un accenditore. La polizia ritiene che il sospetto abbia acquistato l’innesco cilindrico in un vicino discount prima di dirigersi nello studio di animazione di Kyoto, a Fushimi, dove l’incendio scoppiò verso le 10:35 del 18 luglio. Un uomo somigliante al sospettato fu visto acquistare benzina da una vicina stazione di servizio. Aveva due contenitori da 20 litri per la benzina. La polizia indaga sul sospetto omicida e piromane per l’attentato che appare premeditato.
Le 33 persone morte erano principalmente dipendenti di Kyoto Animation. Molte vittime furono trovate dai vigili del fuoco al secondo e terzo piano dell’edificio di tre piani. In particolare, 19 furono trovati distesi ammucchiati su una scala di circa 1,2 metri di larghezza tra il terzo piano e il tetto.Cinque vittime furono carbonizzate tanto che era necessaria un’autopsia il 19 luglio per determinare la causa della morte. Si ritiene che tutte le altre vittime siano morte per avvelenamento da monossido di carbonio.
Hideaki Hatta, presidente della Kyoto Animation, spiegava che mentre sono necessarie tessere identificative speciali per entrare nello studio, il sistema di sicurezza fu temporaneamente disattivato il 18 luglio per una riunione programmata che includeva partecipanti esterni all’azienda. La polizia aveva detto che il sospetto era entrato all’ingresso principale spargendo la benzina sul posto. Gli esperti ritenevano che la natura altamente volatile dell’accelerante liquido e la struttura dell’edificio avrebbero contribuito alla rapida diffusione di fiamme e fumo che provocava le numerose vittime.
Shinichi Sugahara, professore emerito dell’Università della Scienza di Tokyo e membro onorario dell’Associazione giapponese per la scienza e l’ingegneria del fuoco, dichiarava che i fumi della benzina riempiono rapidamente la stanza quando si accese, con fuoco e fumo che potevano diffondersi a velocità esplosiva coprendo l’intera edificio. Aveva detto che le fiamme si diffusero in aree aperte e sulle scale, distruggendo le finestre, permettendo all’ossigeno di entrare nell’edificio alimentando ulteriormente il fuoco. Secondo Sugahara un incendio del genere se fosse stato acceso al primo piano, ai piani superiori avrebbero avuto poco tempo per fuggire. Inoltre, lo studio della Kyoto Animation aveva una scala a chiocciola dal primo al terzo piano probabilmente contribuendo alla rapida propagazione dell’incendio.
La polizia di Kyoto affermava che c’erano 74 persone nell’edificio al momento dell’incendio, e solo sei riuscirono a fuggire senza ferite. 36 persone, incluso il sospetto, riportavano ferite, di cui 10 in gravi condizioni. I vigili del fuoco finalmente spensero l’incendio alle 6:20 del 19 luglio, 20 ore dopo che era esploso. Nel frattempo, Hatta aveva detto ai giornalisti che Kyoto Animation aveva ricevuto minacce di morte per posta elettronica da anni. Mentre non era chiaro se ci fosse qualche connessione con l’incendio del 18 luglio, Hatta aveva detto che nonostante avesse consultato avvocati e poliziotti, non seppe mai da dove venivano quelle e-mail. I vicini nella tranquilla zona residenziale in cui si trova lo studio rimasero sbalorditi da ciò che è successo nello studio di Kyoto Animation. Uno studente di 16 anni che viveva nelle vicinanze aveva detto di essere profondamente rattristato per il danno causato a un edificio che conosce da quando era bambino. “Quando camminavo col mio gatto quando ero alle elementari, una dipendente della compagnia era spesso con me”, aveva detto. Un 40enne che andava al lavoro si era fermato presso lo studio di animazione di Kyoto per deporre fiori. Aveva visto i lavori della compagnia dopo essersi trasferito a Kyoto alcuni anni fa. “Ho sentito vicinanza alle opere perché il bellissimo paesaggio di questi ambienti e le espressioni dei personaggi sono dipinti con tanta abilità”, affermava.

L’incendio dello studio Kyoto animation uccide 33 persone
NHK

L’incendio dello studio di animazione a Kyoto sembra essere stato un atto doloso. 33 persone rimasero uccise e 35 altre ferite, e lo shock colpisce tutto il mondo.

Come è iniziato
L’incendio era scoppiato poco dopo le 10:30 do giovedì 18 luglio mattina. Un uomo versò quello che sembrava benzina all’ingresso dello studio di Kyoto Animation, e quindi appiccava il liquido. Testimoni oculari affermano che l’attentatore urlato “shi-ne!” (morite!) mentre entrava nell’edificio. Un residente vicino vide lo studio poco dopo l’inizio dell’incendio. Dice di aver sentito un ruggito simile a un tuono, e poi vide le fiamme sorgere dall’edificio. Un altro uomo dice che circa 10 persone erano a terra vicino l’edificio e altre 7-8 nel parco. I loro volti, mani e gambe erano neri.

Agente di polizia fermava un sospetto
Il sospetto era fuggito dalla scena, ma veniva preso dalla polizia a circa 100 metri dallo studio. Un testimone dice che urlava che lo studio gli aveva rubato le sue idee. La polizia dice che il sospetto è Shinji Aoba, 41 anni, di Saitama, a nord di Tokyo. Non ha mai lavorato per Kyoto Animation.

Come si è diffuso il fuoco
Il primo piano dell’edificio ospitava l’ufficio. Il secondo e il terzo gli studi. La polizia dice che 74 persone, inclusi i dipendenti dell’azienda, erano nell’edificio al momento dell’incendio. Dice di aver trovato molti corpi in una scala che portava dal terzo piano al tetto. La polizia diceva che molte vittime sono morte per avvelenamento da monossido di carbonio. Un ex-impiegato dichiarava che lo studio era vulnerabile perché costruito principalmente in legno. Keizo Harafuji, ex-medico forense della polizia, dice che l’esplosione al primo piano fece saltare i vetri e quando una sostanza infiammabile si accende, si propaga incendiando tutto istantaneamente e dando poco tempo per fuggire. Diceva che il monossido di carbonio deve aver reso difficile fuggire ai piani superiori.

Alla ricerca di un motivo
Il presidente della Kyoto animation Hideaki Hatta dice che la compagnia ricevette e-mail di minacce di morte, e di essere stato vigile, ma non si aspettava che succedesse qualcosa del genere. La Kyoto animation aveva detto alla polizia che un messaggio minaccioso fu pubblicato sul suo sito web, e un’indagine era in corso. Ma la polizia non poté rintracciare il messaggero. Ora pensano d’indagare se il sospetto avesse inviato la minaccia. La polizia dice di non aver ancora interrogato l’uomo perché doveva essere curato in ospedale per le gravi ustioni, dicendo che aspetterà che si riprenda prima di indagare sulle motivazioni e altri dettagli del sospetto incendio doloso.

Lo studio
Kyoto Animation è anche conosciuta come “Kyo-Ani”. Ha prodotto serie TV e film d’animazione popolari, tra cui “Suzumiya Haruhi no Yu-utsu” o “La malinconia di Haruhi Suzumiya” e “K-On!”
Lo studio si stabiliva a Kyoto nel momento in cui molti studi sceglievano Tokyo. Il curatore del Museo di Kyoto Kiyotaka Moriwaki aveva lavorato con lo studio. Dice di essersi sempre sentito a casa quando lo visitava e c’era anche uno spazio per i bambini. Il professore dell’Università Meiji Ryu-suke Hikawa è un ricercatore sull’animazione. Diceva che lo studio ha creato un marchio forte con le sue capacità complete, il lavoro di alta qualità e sofisticate tecniche di regia e produzione. Diceva che ha cambiato la scena dell’anime giapponese.

Reazioni dall’estero
I media cinesi riportava l’incidente come ultima notizia. Online, un commentatore lamentava che preziose immagini e materiali originali erano andati persi paragonandoli alla Cattedrale di Notre-Dame del mondo dell’animazione. Una compagnia statunitense che distribuisce anime giapponesi creava una pagina crowdfunding per raccogliere fondi per ricostruire lo studio. In 24 ore aveva raccolto 1 milione di dollari.

25 persone morte presso la Kyoto Animation

Kyodo News, 18 luglio 2019

25 (ora 33) persone sono state confermate morte dopo che un uomo aveva appiccato liquido infiammabile in uno studio di animazione a Kyoto, secondo la polizia, divenendo il peggior caso d’incendio doloso del Paese da decenni. L’incendio nell’edificio a tre piani della Kyoto Animation Co. lasciava anche 36 feriti, 10 gravi, secondo la polizia e i soccorritori. Si riteneva che circa 70 persone lavorassero nell’edificio al momento. L’uomo non identificato fu sentito gridare “Morite” quando incendiò lo studio, secondo la polizia. L’uomo, prontamente arrestato, veniva curato in ospedale per ustioni su viso e torace, aggiungendo che aveva detto che “ha gettato un liquido simile a benzina”. La polizia aveva detto di aver ricevuto informazioni che un uomo che trasportava un contenitore aveva comprato benzina al mattino in una stazione di servizio, vicino al luogo.
Kyoto Animation, conosciuta in breve come “KyoAni” in Giappone, ha prodotto serie di animazione TV popolari come “K-On!” e “La malinconia di Haruhi Suzumiya” (Suzumiya Haruhi no Yuutsu), descrivendo la vita quotidiana delle liceali.
Dettagli spaventosi rivelavano che le vittime dell’incendio venivano trasportate in ospedale. La compagnia ha studi di animazione a Kyoto e nella vicina Uji, dove ha sede. L’edificio in questione è il suo primo studio, secondo la compagnia. Gente vicino allo studio aveva detto di aver sentito una serie di esplosioni e visto fumo nero uscire dall’edificio. Persone furono in seguito viste portate fuori dallo studio sotto delle coperte. “Una persona coi capelli rasati era sdraiata e c’erano tracce di sangue”, aveva detto una donna che vive nelle vicinanze. “Ho sentito un botto, fumo nero si era alzato e l’odore di bruciato era terribile”, aveva detto una caposala.
I vigili del fuoco riuscivano a contenere il fuoco intorno alle 15:20, circa cinque ore dopo l’inizio. L’agenzia dei Vigili del Fuoco dichiarava di aver inviato funzionari sul posto per indagare sulla struttura dell’edificio e sul motivo per cui così tante persone sono morte e rimaste ferite. “Di fronte al gran numero di vittime e alla vista sconvolgente, sono senza parole”, aveva detto il primo ministro Shinzo Abe in un post su twitter.
Kyoto Animation, fondata nel 1981, pubblicò una serie di animazioni che avevano successo presso i giovani, in particolare negli anni 2000. Molti fan visitarono le location associate ai lavori. Oltre alla produzione di anime, l’attività dell’azienda si era estesa alla pubblicazione di romanzi e formazione di animatori. Vendeva anche prodotti nel proprio negozio.
Il bilancio delle vittime dell’incendio è uno dei peggiori degli ultimi anni. Nel 2001, un incendio in un edificio nel distretto di intrattenimento di Kabukicho a Tokyo uccise 44 persone. In un altro incendio notevole nel 2008, 16 persone morirono dopo che un uomo fece esplodere un videomaker a Osaka.

La polizia ha riferito di aver trovato “vari coltelli” nel sito, anche se non è chiaro se appartenessero all’attentatore. Il video di NHK della scena mostra almeno cinque coltelli delle dimensioni da machete fotografati dagli agenti. RussiaToday

Kyoto Animation, fondata nel 1981 a Uji-shi, Hideaki Hatta è presidente, e Yoko Hatta vicepresidente, dispone di 130 dipendenti.
Anime prodotti dalla Kyoto Animation:
Munto

Full Metal Panic! Fumoffu

Munto 2

Air

Full Metal Panic! The Second Raid

Wari to Hima na Sentaichou no Ichinichi

La malinconia di Haruhi Suzumiya

Kanon

Lucky Star

Clannad

Clannad After Story

Sora wo Miageru Shoujo no Hitomi ni Utsuru Sekai

La Malinconia di Haruhi-chan Suzumiya

Nyoro~n Churuya-sa

K-On!

Tonari no 801-chan (annullato)

Tenjoubito to Akutobito Saigo no Tatakai

K-On!!

La scomparsa di Haruhi Suzumiya

Nichijou

Eiga K-On!

Hyouka

Chuunibyou Demo Koi ga Shitai!

Chuunibyou Demo Koi ga Shitai! Lite

Hyouka

Chuunibyou Demo Koi ga Shitai! Depth of field

Free!

Tamako Market

Chuunibyou Demo Koi ga Shitai! Kirameki no Slapstick Noel

Kyokai no kanata

Kyokai no kanata: idol saiban!

Takanashi Rikka Kai: Gekijoban Chuunibyou Demo Koi ga Shitai!

Chuunibyou demo Koi ga Shitai! Ren!

Chuunibyou demo Koi ga Shitai! Ren! Lite

Tamako Love Story

Free! Eternal Summer

Kyoukai no kanata Episode 0: Shinonomeme

Amagi Brilliant Park

Hibike! Euphonium

Gekijoban kyokai no kanata: I’ll Be Here: kako-hen

Gekijoban kyokai no kanata: I’ll Be Here: mirai-hen

Amagi Brilliant Park

High Speed! Free! Starting Days

Amagi Brilliant Park: Wakuwaku Mini Theater Rakugaki Backstage

Hibike! Euphonium: Special 1-7

Hibike! Euphonium: Kakedasu Monaka

Myriad Colors Phantom World

Gekijoban Hibike! Euphonium: Kitauji Koukou Suisouraku-bu e Yokoso

La forma della voce

Hibike! Euphonium 2

Kobayashi-san chi no maid dragon

Violet Evergarden

Tsurune

20 Seiki Denki Mokuroku (previsto)

Esempi di anime censurati in Italia

L’adattamento italiano di Rosa Alpina non presenta nessun riferimento alla Seconda guerra mondiale. La censura, tagliando dieci minuti di ogni episodio, ha eliminato il conflitto mondiale dall’anime.

Nell’adattamento italiano di Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo per Rina, il ciclo mestruale della protagonista è diventato “una malattia misteriosa”.

Nella terza stagione dell’anime sono stati eliminati tutti i riferimenti religiosi. La ricerca del Messia e il Sacro Graal non compaiono nell’adattamento italiano di Sailor Moon.

Nel finale originale di Magic Knight Rayearth, Zagato ed Emeraude vengono uccisi dalle protagoniste mentre nell’adattamento italiano vengono spediti in un’altra dimensione.

L’episodio “La mia adorata Nadia” di Nadia – Il mistero della pietra azzurra non è stato trasmesso in Italia perché composto da troppe canzoni giapponesi.

Nel finale originale di Rocky Joe il pugile muore sul ring mentre nell’adattamento trasmesso in Italia sviene per la fatica.

Sailor Uranus e Sailor Neptune sono molto più di due semplici amiche. L’amore lesbo tra le due eroine di Sailor Moon è stato trasformato dalla tv italiana in una solida amicizia.

Nell’anime originale di Sailor Moon le Sailor Starlights, cambiando sesso, assumono l’identità segreta di una boyband. Una storyline stravolta nell’adattamento italiano dove i tre uomini chiamano le sorelle gemelle in aiuto dallo spazio.

L’adattamento italiano di Sailor Moon ha trasformato il femmineo generale Zachar in una donna eterosessuale e la strega Zirconia in un uomo.

La leggera cotta di Sailor Moon per Sailor Uranus è stata censurata in Italia. La sfumatura lesbo è stata confermata da un bacio tra le due guerriere Sailor nella terza stagione della serie.

Nel gran finale di Sailor Moon, Bunny e Sailor Galaxia rivelano le origini del male a suon di colpi e nudità. Un epilogo che, censurato malamente e privato del monologo finale, non ha granché senso nell’adattamento trasmesso in Italia.

Nel finale del film trasmesso in Italia Candy si fidanza con Terence mentre nell’anime originale corona il sogno d’amore con Albert.

Nell’anime originale Mila, ritenendo Sunny il frutto di una relazione extraconiugale, schiaffeggia il padre. Nell’adattamento di Mila e Shiro trasmesso in Italia non c’è uno scontro tra i due personaggi.

Il violento schiaffo di Mister Daimon a Nami è stato censurato in Italia. Nell’anime originale di Mila e Shiro l’allenatore colpisce la ragazza fino a farle uscire il sangue dalla bocca.

La sequenza di Mila e Shiro in cui Mila ha il ciclo mestruale è stata stravolta dal doppiaggio italiano che ha visto la protagonista inquieta a causa di un brutto sogno.

Il sogno erotico di Shiro è stato censurato in Italia. Nell’anime originale Shiro bacia Mila mentre nell’adattamento italiano il sogno si interrompe prima del bacio tra i protagonisti.

Chiacchierando sotto la doccia con un’amica, Mila si specchia con addosso solo un asciugamano. Una sequenza censurata con un fermo immagine accompagnato dal dialogo tra le due.

Nell’adattamento italiano di Lady Oscar, Nicole Olivier è una mendicante mentre nell’anime originale è una prostituta.

Nell’anime originale di Lady Oscar, Nicole Olivier accusa Maria Antonietta di avere rapporti sessuali con altre donne tra cui Lady Oscar. Nell’adattamento italiano Nicole Olivier accusa la regina di “atti terribili”.

I dialoghi dei Cavalieri dello zodiaco sono stati stravolti in Italia. Se nell’anime originale gli eroi sono aggressivi e sboccati, nell’adattamento italiano hanno un linguaggio aulico e cavalleresco. La censura ha inoltre modificato i nomi dei personaggi per incrementare le vendite del merchandising.

La parola morte non compare nella serie di Naruto trasmessa in Italia. I personaggi di Naruto non muoiono ma scompaiono. Che senso ha?

La liaison tra Rossana e il manager Robbie è stata trasformata nell’adattamento italiano in una solida amicizia.

Nella serie giapponese la madre naturale di Rossana partorisce la protagonista a quattordici anni e la abbandona. Nell’adattamento italiano la donna dà alla luce Rossana a ventiquattro anni e la abbandona in seguito a un incidente.

Dopo un litigio con la sorella, Heric sferra un pugno sul muro e la sua mano inizia a sanguinare. La sequenza è stata eliminata nell’adattamento italiano.

Nell’anime originale di Rossana, Heric viene soprannominato “figlio del diavolo” dalla sorella. Un’accusa più grave del “diavoletto” dell’adattamento italiano perché Nelly reputa Heric responsabile della morte della madre.

Nell’adattamento trasmesso in Italia Heric e Rossana si prendono in giro durante un litigio al parco. Nell’anime originale Heric rivela a Rossana che l’unico modo per aiutarlo è ucciderlo. Un’affermazione che rende comprensibile al pubblico italiano la fuga di Rossana in lacrime.

È quasi magia Johnny ha subito numerose censure tra cui il sogno erotico di Johnny sulla cugina. L’adattamento trasmesso in Italia, iniziando dal brusco risveglio di Johnny, ha reso incomprensibile il disagio del protagonista con la cugina.

Il bacio tra i protagonisti sulla panchina, presente nella sigla di È quasi magia Johnny, è stato eliminato nell’episodio trasmesso in Italia.

Nella serie di Detective Conan trasmessa in Italia le parole uccidere, assassino e sangue sono state eliminate e le sequenze più violente sono state modificate in bianco e nero.

Nell’anime originale Yuri lascia Miki perché crede sia sua sorella. Una storyline censurata nell’adattamento italiano di Piccoli problemi di cuore che, anticipando l’epilogo all’episodio 71, ha saltato il matrimonio tra i due protagonisti.

Fonte: Wired

12 anime da evitare

Ci sono molti anime terribili in giro, ed alcuni sono decisamente inguardabili: animazioni pessime, trame insensate e personaggi piatti, ed ecco cosa evitare.

Soujuu Senshi Psychic Wars, trasmesso il 22 febbraio 1991 e prodotto da Toei Animation. Un chirurgo riceve poteri profetici per combattere dei demoni dal lontano passato; perché? Non si sa. Dalle movenze rigide, l’anime non presenta i personaggi e non descrive la trama.

Dark Cat, trasmesso il 28 novembre 1991 e prodotto da Nikkatsu, anime para-hentai dalle bizzarrie sessuali dei tentacoli demoniaci. Il tutto oscilla tra commedia, horror e porno in modo incoerente nell’ambito di una storia sconnessa.

Byston Well Monogatari: Garzey no Tsubasa, trasmesso il 21 settembre 1996 e prodotto da J.C.Staff. Sebbene del 1996, sembra realizzato nel 1980. Il protagonista Chris Chiaki finisce nel medioevo in guerra. Più che altro si tratta di un brutto fantasy, senza senso e che si conclude con una “cavalcata verso il tramonto” alquanto bizzarra.

Neia Under 7 (2000), anime di 13 episodi della Geneon Entertainment, risulta noioso ed irritante. L’animazione è scadente, dove i personaggi hanno movenze irrealistiche, per giunta cambiando aspetto mentre si muovono. La colonna sonore non è da meno. La storia è semplice: un alieno vive nella casa dei protagonisti, ma la storia non si sviluppa e non accade sostanzialmente nulla. Il punto culminante dell’anime è l’episodio in cui i due hanno un appuntamento. L’anime merita il premio Personaggio più fastidioso di sempre. Neia è una ragazzina chiassosa (è l’aliena, ma non fa niente di speciale) ossessionata dal cibo. I personaggi collaterali sono anche peggio. Un ragazzo indiano dalle frasi insensate e senza alcun ruolo, del tutto improbabile e piatto. L’unico di rilievo è Mayuko, che scopre Neia all’inizio, ma che poi scompare in sostanza.

Vandread (2000), GONZO è noto anche per i suoi fallimenti imbarazzanti, come Vandread, serie di 26 episodi, ambientato in un universo in cui uomini e donne vivono in pianeti diversi: Merjere per le donne e Taraak per gli uomini. Un giorno, si scontrano e cercano di ritrovare la strada per tornare al sistema da cui provenivano. Da manga interessante, l’anime si tramuta in fuffa, con un comparto tecnico sconnesso e confuso, salti tra sequenze oniriche, realtà, passato e presente senza ordine logico, portando 24 episodi dopo a non aver idea di come si concluda. Atsuhiro Tomioka, che aveva poi collaborato nelle sceneggiature di Chrono Crusade (2003), Fairy Tail (2009) e Pokemon (1998), aveva steso una sceneggiatura incapace di tenere su un filo narrativo. Takeshi Mori, disegnatore di Eureka Seven (2005), Noein (2005) e Rumbling Hearts (2003), anche qui doveva attenersi a ciò che sa fare meglio, i disegni, invece di tentare di pianificare la serie, che risulta rigida e goffa dai colori eccessivi con infusione di 3D rozzi, completando il disastro, dato anche la qualità complessiva dell’animazione vera e propria.

Comic Party (2001), serie di 13 episodi prodotta da Oriental Light and Magic, e sostanzialmente uno dei peggiori anime mai realizzati. Animazione schematica e sciatta con sfondi semplicistici e monotoni. Come in Neia Under 7, i movimenti sono difettosi e rigidi. La colonna sonora è mediocre, con musiche di sottofondo sgradevoli “il peggio che abbia mai sentito fino ad oggi”, assimilabile a una raccolta di file MIDI. La storia sembra promettente ma deraglia da subito. I personaggi cercano di scrivere un proprio manga, ma questo aspetto viene ignorato per concentrarsi sui personaggi, la cui vita però non vede nulla di particolare e dall’umorismo insulso e privi di qualcosa che sia attraente, anzi appaiono fastidiosi o prevedibili, e di cui infine non si viene a sapere nulla.

Generation of Chaos, trasmesso il 5 settembre 2001 e prodotto ancora da Idea Factory. OVA che faceva da prologo a un videogioco omonimo. Rappattuma due storie sconnesse, sulla falsariga di Pokémon, realizzate in CGI e con animazione 2D riciclata almeno due volte in cinque minuti. L’impressione generale è di un brutto RPG della Super Nintendo, con degna colonna sonora. Da evitare.

Love Hina Again (2002), sequel della serie di 24 episodi Love Hina (2000), a sua volta sommersa di critiche. 3 gli OVA Love Hina Again, che XEBEC aveva creato puntando al semplice fanservice. “Un problema con molti anime harem è perché tante ragazze s’innamorino del personaggio principale. Qui è ancor più sconcertante. Keitaro è bello e lavora sodo, ma è tutto qui. Non ha senso dell’umorismo e neanche è orgoglioso del proprio aspetto. La cotta di Shinobu è l’unica che abbia senso, dato che l’aiuta a studiare. Il resto della storia è incomprensibile. La sorellastra di Keitaro sembra controllare lo stabilimento balneare di famiglia e compete con Naru per avere l’affetto di Keitaro, ma senza impegno”. Gli OVA cercavano di occupare troppe nicchie finendo nel caos, con aspetti illogici come un gatto volante e parlante, e personaggi con mitragliatrici in tasca, finendo con un lato ecchi decisamente imposto e greve. Il manga era molto più realistico e credibile. L’animazione in sé è decente dai colori vibranti e movimenti fluidi, ma non salva la situazione. I personaggi sono disegnati con gusto. Kanako è la più attraente delle donne… peccato la personalità ripugnante. Kitsune assomiglia a Brock dei Pokemon senza mai aprire gli occhi. Nel manga, gli occhi sono un suo attributo molto importante!

AIR Movie (2005), film che riprende i 13 episodi dell’omonimo anime, condensandolo in un’ora e mezza. Il supervisore artistico Osamu Honma modificò i characters dei personaggi, immersi ancora una volta tra colori eccessivamente accesi. La Toei Animation però riusciva a far peggio, l’animazione di un prodotto del 2005 sembrava quella di anime degli anni ’90, dagli effetti video scadenti, oltre la sceneggiatura debole. Nel complesso, rispetto alla serie TV, non era all’altezza per interesse ed emozioni. Tra l’altro, la colonna sonora, spesso il punto forte in qualsiasi produzione, qui è scadente, anche rispetto alla serie televisiva.

Tenkuu Danzai Skelter+Heaven, trasmesso l’8 dicembre 2004 e sempre prodotto da Idea Factory, Come Marte della distruzione, Skelter+Heaven è l’adattamento di un videogioco di alieni che attaccano la Terra. Come il precedente ha una CGI pessimo e l’animazione 2D non è meglio; spesso solo le bocche dei personaggi si muovono, come nei cartoni animati di Hanna-Barbera. Episodio singolo di 19 minuti, non vede succedere nulla. Da evitare.

Hametsu No Mars (Marte della distruzione), è notissimo per la sua orribile bruttezza, per fortuna è un singolo episodio, trasmesso l’8 luglio 2005 e prodotto da Idea Factory. Perciò andiamo avanti.

Hanoka, prodotto nel 2006 da RAMS. Anime interamente realizzato in Flash, riguarda ancora l’umanità attaccata da creature malvagie da sconfiggere con le super-armi.

Pupa, prodotto nell’inverno 2014 da Studio Deen. Nato da un manga cult horror, la trasmissione dell’anime fu rinviata di diverse settimane, e non a caso. Anime senza storia di una ragazza trasformata in bestia che si mangia il fratello immortale, per sopravvivere; uno show di depravazione fine a se stessa. “È come osservare Tokyo Ghoul da ubriaco e faticare a descriverlo la mattina seguente a un’amica… mentre la si mangia”.

Vampire Holmes, prodotto nella primavera 2015 da Studio Cucuri. Anime su un detective dai poteri sovrannaturali adattato da un gioco per cellulare. Invece di risolvere i casi, Holmes e Hudson trascorrono il tempo in panciolle in un appartamento di cui si rifiutano di pagare l’affitto. Animazione scadente per la più blanda commedia mai vista. Singolo episodio di mezz’ora di tempo sprecato.

 

Il Re Goldrake

Mirco Delle Cese, tratto dal libro I miei anni ’80
Gli Anni ’80Vero pezzo forte del decennio sono i cartoni animati, soprattutto gli anime nipponici. L’apripista, il principe, il simbolo, il Re appunto di questo nuovo scenario è lui, Goldrake. La sua vita inizialmente, come tutte le novità, non fu facile, tutt’altro. Goldrake è stato un successo senza precedenti. Non era il primo anime giapponese a giungere in Italia. Nel maggio 1976, il Primo canale (l’attuale RAIUNO) aveva già trasmesso la coproduzione austro-tedesco-nipponica Vicky il Vichingo; e due mesi prima di Atlas-Ufo Robot era stato trasmesso sul Secondo canale (l’attuale RAIDUE), Heidi, tratto dal romanzo di Johanna Spyri e realizzato da Isao Takahata con la collaborazione del maestro Hayao Miyazaki. Ma Vicky e Heidi – soggetto e ambientazioni molto europei – non hanno avuto il risalto mediatico che invece ottenne il più rivoluzionario Goldrake. Innovativo, luminoso, futurista, fu una vera esplosione seduttiva che accumulava audience, in Italia e in Francia, dove sarebbe stato trasmesso qualche mese più tardi. Fra i giovani, ma non solo, esplose una vera Goldrake-mania: il merchandising e le sigle del programma salgono le classifiche di vendita attestandosi ai primi posti. Il Natale del ‘78 i genitori furono costretti a far carte false per assicurare ai figli giocattoli legati a Goldrake, la domanda superò ogni aspettativa.
I ragazzi si immedesimano nel protagonista Actarus (Duke Fleed), le ragazzine se ne innamoravano. C’era qualcosa di male in tutto questo?
La paura del nuovo e un successo mediatico mai visto prima scatenò le reazioni più diverse, opinionisti, sociologi, pedagoghi e giornalisti, pubblicavano articoli e studi che finivano per collegare Goldrake a tutte le nefandezze d’allora, dalla droga alle Brigate Rosse. È ormai noto l’intervento parlamentare di un indipendente di sinistra, Silverio Corvisieri, è lui a dar fuoco alle polveri dalle pagine de La Repubblica. Corvisieri era allora militante dell’estrema sinistra, deputato e membro della Commissione di Vigilanza Rai. L’articolo, infatti, si intitolava Un ministero per Goldrake, La Repubblica, 7 gennaio 1979. Corvisieri aveva sfogato la sua frustrazione per essere rimasto inascoltato in Commissione e alla Camera dai suoi colleghi, troppo occupati da altre questioni all’ordine del giorno in quell’inverno di piombo con le Brigate Rosse e la crisi del petrolio, questioni ben più cruciali. Le questioni sollevate da Corvisieri sono tutt’altro che peregrine, riguardano o dovrebbero riguardare in realtà tutta la tv di stato e quella generalista che stava per apparire sulla scena italiana: “Goldrake deve sempre affrontare qualche nemico spaziale estremamente malvagio […] Si celebra dai teleschermi, con molta efficacia spettacolare, l’orgia della violenza annientatrice, il culto della delega al grande combattente, la religione delle macchine elettroniche, il rifiuto viscerale del ‘diverso’. In quale modo un genitore può fronteggiare con i poveri mezzi delle sue parole la furia di Goldrake?” . Poteva essere un’esagerazione ma all’epoca mosse l’armata dei censori italiani, nel breve volgere di un anno riuscirono a sollevare un polverone.
Terminata il 6 gennaio 1980 la trasmissione di Goldrake, il 21 dello stesso mese è stata l’ammiraglia Rai Uno a trasmettere un nuovo cartone robotico, si tratta di Mazinga Z prototipo di tutte le serie robotiche e uno degli anime più amati in Giappone. La proiezione sul Primo canale scatenò le ire di un gruppo di genitori di Imola che nell’aprile 1980, lanciarono una vera e propria crociata. Ai benpensanti puristi faceva eco la stampa nazionale, principalmente (ma non solo) di sinistra, (ad eccezione di Lotta Continua che titola «Bambini tenete duro che arriva Goldrake contro i genitori babbalei»). Il Resto del Carlino affermava: “Topolino è una lettura sana ma Goldrake è il Diavolo”; l’Unità del 13 aprile replicava: “Goldrake contro i bambini?” e Oggi getta benzina sula fuoco: “Questo Mazinga robotizza i nostri ragazzi”. L’apparente suddivisione elementare fra buoni e cattivi fu equivocata per ‘paura del diverso’ e ‘razzismo’, ignorando che in Goldrake, come in tutti i Manga e gli anime giapponesi, c’è una visione adulta, complessa, tormentata, il fumetto eil cartone animato non sono pensati per il bambino ma per un pubblico molto vasto che parte dall’infanzia e arriva all’età adulta.
Nel 1980 Gianni Rodari, il grande scrittore per bambini (e non solo), difese a spada tratta Goldrake: “Bisognerebbe vedere oggettivamente, liberandoci dai nostri pregiudizi personali, che cos’è per un bambino l’esperienza di Goldrake […] Bisognerebbe chiedersi il perché del loro successo, studiare un sistema di domande da rivolgere ai bambini per sapere le loro opinioni vere, non per suggerire loro delle opinioni, dato che noi spesso facciamo delle inchieste per suggerire ai bambini le nostre risposte […] Invece di polemizzare con Goldrake, cerchiamo di far parlare i bambini di Goldrake, questa specie di Ercole moderno”. Lo scrittore aveva colto nel segno e con queste parole taglia la testa al toro, con Rodari si schierarono Oreste del Buono, Nicoletta Artom e pochi altri. Le parole autorevoli del premio Andersen non impedirono che diverse censure colpissero gli eroi dopo un decennio d’oro: la prima fu imposta dalle associazioni genitori a Rai e Fininvest. L’altra nel 1990 con la legge Mammì che tra le altre cose vietava la pubblicità nei cartoni animati. Le serie giapponesi economicamente non convenienti, furono sostituite dai telefilm adolescenziali made in Usa. Il vento cambiò solo a metà anni ‘90, quando i bambini del 1979, cresciuti e con qualche soldo in tasca, riuscirono lentamente a imporre al mercato di nuovo i propri gusti.
Quello che non ebbero da piccoli lo ottennero da grandi come consumatori, e non è chiaro quale delle due modalità sia migliore; essere fruitori bambini di programmi dai contenuti complessi o adulti consumatori sedotti da marketing vintage e pubblicità aggressive? Forse più che demistificare sarebbe bastato contestualizzare. I bambini sono tutt’altro che infantili, è figlio di un vecchio pregiudizio che parte da lontano, dall’illuminismo di Rosseau, il vedere nel bambino un individuo con ‘limitatè capacità da proteggere contro stimoli complessi o troppo emotivi. É la visione adultocentrica della pedagogia che ha dominato per decenni, ci vorrà il vento di Pippi Calzelunghe e La storia Infinita per sdoganare la visione moralista della letteratura per l’infanzia. In pratica la censura che prima colpiva le opere letterarie per ‘l’infanzia’ ora colpisce i ‘programmi televisivi per l’infanzia’, al censore di professione non scade mai il mandato.