Esempi di anime censurati in Italia

L’adattamento italiano di Rosa Alpina non presenta nessun riferimento alla Seconda guerra mondiale. La censura, tagliando dieci minuti di ogni episodio, ha eliminato il conflitto mondiale dall’anime.

Nell’adattamento italiano di Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo per Rina, il ciclo mestruale della protagonista è diventato “una malattia misteriosa”.

Nella terza stagione dell’anime sono stati eliminati tutti i riferimenti religiosi. La ricerca del Messia e il Sacro Graal non compaiono nell’adattamento italiano di Sailor Moon.

Nel finale originale di Magic Knight Rayearth, Zagato ed Emeraude vengono uccisi dalle protagoniste mentre nell’adattamento italiano vengono spediti in un’altra dimensione.

L’episodio “La mia adorata Nadia” di Nadia – Il mistero della pietra azzurra non è stato trasmesso in Italia perché composto da troppe canzoni giapponesi.

Nel finale originale di Rocky Joe il pugile muore sul ring mentre nell’adattamento trasmesso in Italia sviene per la fatica.

Sailor Uranus e Sailor Neptune sono molto più di due semplici amiche. L’amore lesbo tra le due eroine di Sailor Moon è stato trasformato dalla tv italiana in una solida amicizia.

Nell’anime originale di Sailor Moon le Sailor Starlights, cambiando sesso, assumono l’identità segreta di una boyband. Una storyline stravolta nell’adattamento italiano dove i tre uomini chiamano le sorelle gemelle in aiuto dallo spazio.

L’adattamento italiano di Sailor Moon ha trasformato il femmineo generale Zachar in una donna eterosessuale e la strega Zirconia in un uomo.

La leggera cotta di Sailor Moon per Sailor Uranus è stata censurata in Italia. La sfumatura lesbo è stata confermata da un bacio tra le due guerriere Sailor nella terza stagione della serie.

Nel gran finale di Sailor Moon, Bunny e Sailor Galaxia rivelano le origini del male a suon di colpi e nudità. Un epilogo che, censurato malamente e privato del monologo finale, non ha granché senso nell’adattamento trasmesso in Italia.

Nel finale del film trasmesso in Italia Candy si fidanza con Terence mentre nell’anime originale corona il sogno d’amore con Albert.

Nell’anime originale Mila, ritenendo Sunny il frutto di una relazione extraconiugale, schiaffeggia il padre. Nell’adattamento di Mila e Shiro trasmesso in Italia non c’è uno scontro tra i due personaggi.

Il violento schiaffo di Mister Daimon a Nami è stato censurato in Italia. Nell’anime originale di Mila e Shiro l’allenatore colpisce la ragazza fino a farle uscire il sangue dalla bocca.

La sequenza di Mila e Shiro in cui Mila ha il ciclo mestruale è stata stravolta dal doppiaggio italiano che ha visto la protagonista inquieta a causa di un brutto sogno.

Il sogno erotico di Shiro è stato censurato in Italia. Nell’anime originale Shiro bacia Mila mentre nell’adattamento italiano il sogno si interrompe prima del bacio tra i protagonisti.

Chiacchierando sotto la doccia con un’amica, Mila si specchia con addosso solo un asciugamano. Una sequenza censurata con un fermo immagine accompagnato dal dialogo tra le due.

Nell’adattamento italiano di Lady Oscar, Nicole Olivier è una mendicante mentre nell’anime originale è una prostituta.

Nell’anime originale di Lady Oscar, Nicole Olivier accusa Maria Antonietta di avere rapporti sessuali con altre donne tra cui Lady Oscar. Nell’adattamento italiano Nicole Olivier accusa la regina di “atti terribili”.

I dialoghi dei Cavalieri dello zodiaco sono stati stravolti in Italia. Se nell’anime originale gli eroi sono aggressivi e sboccati, nell’adattamento italiano hanno un linguaggio aulico e cavalleresco. La censura ha inoltre modificato i nomi dei personaggi per incrementare le vendite del merchandising.

La parola morte non compare nella serie di Naruto trasmessa in Italia. I personaggi di Naruto non muoiono ma scompaiono. Che senso ha?

La liaison tra Rossana e il manager Robbie è stata trasformata nell’adattamento italiano in una solida amicizia.

Nella serie giapponese la madre naturale di Rossana partorisce la protagonista a quattordici anni e la abbandona. Nell’adattamento italiano la donna dà alla luce Rossana a ventiquattro anni e la abbandona in seguito a un incidente.

Dopo un litigio con la sorella, Heric sferra un pugno sul muro e la sua mano inizia a sanguinare. La sequenza è stata eliminata nell’adattamento italiano.

Nell’anime originale di Rossana, Heric viene soprannominato “figlio del diavolo” dalla sorella. Un’accusa più grave del “diavoletto” dell’adattamento italiano perché Nelly reputa Heric responsabile della morte della madre.

Nell’adattamento trasmesso in Italia Heric e Rossana si prendono in giro durante un litigio al parco. Nell’anime originale Heric rivela a Rossana che l’unico modo per aiutarlo è ucciderlo. Un’affermazione che rende comprensibile al pubblico italiano la fuga di Rossana in lacrime.

È quasi magia Johnny ha subito numerose censure tra cui il sogno erotico di Johnny sulla cugina. L’adattamento trasmesso in Italia, iniziando dal brusco risveglio di Johnny, ha reso incomprensibile il disagio del protagonista con la cugina.

Il bacio tra i protagonisti sulla panchina, presente nella sigla di È quasi magia Johnny, è stato eliminato nell’episodio trasmesso in Italia.

Nella serie di Detective Conan trasmessa in Italia le parole uccidere, assassino e sangue sono state eliminate e le sequenze più violente sono state modificate in bianco e nero.

Nell’anime originale Yuri lascia Miki perché crede sia sua sorella. Una storyline censurata nell’adattamento italiano di Piccoli problemi di cuore che, anticipando l’epilogo all’episodio 71, ha saltato il matrimonio tra i due protagonisti.

Fonte: Wired

12 anime da evitare

Ci sono molti anime terribili in giro, ed alcuni sono decisamente inguardabili: animazioni pessime, trame insensate e personaggi piatti, ed ecco cosa evitare.

Soujuu Senshi Psychic Wars, trasmesso il 22 febbraio 1991 e prodotto da Toei Animation. Un chirurgo riceve poteri profetici per combattere dei demoni dal lontano passato; perché? Non si sa. Dalle movenze rigide, l’anime non presenta i personaggi e non descrive la trama.

Dark Cat, trasmesso il 28 novembre 1991 e prodotto da Nikkatsu, anime para-hentai dalle bizzarrie sessuali dei tentacoli demoniaci. Il tutto oscilla tra commedia, horror e porno in modo incoerente nell’ambito di una storia sconnessa.

Byston Well Monogatari: Garzey no Tsubasa, trasmesso il 21 settembre 1996 e prodotto da J.C.Staff. Sebbene del 1996, sembra realizzato nel 1980. Il protagonista Chris Chiaki finisce nel medioevo in guerra. Più che altro si tratta di un brutto fantasy, senza senso e che si conclude con una “cavalcata verso il tramonto” alquanto bizzarra.

Neia Under 7 (2000), anime di 13 episodi della Geneon Entertainment, risulta noioso ed irritante. L’animazione è scadente, dove i personaggi hanno movenze irrealistiche, per giunta cambiando aspetto mentre si muovono. La colonna sonore non è da meno. La storia è semplice: un alieno vive nella casa dei protagonisti, ma la storia non si sviluppa e non accade sostanzialmente nulla. Il punto culminante dell’anime è l’episodio in cui i due hanno un appuntamento. L’anime merita il premio Personaggio più fastidioso di sempre. Neia è una ragazzina chiassosa (è l’aliena, ma non fa niente di speciale) ossessionata dal cibo. I personaggi collaterali sono anche peggio. Un ragazzo indiano dalle frasi insensate e senza alcun ruolo, del tutto improbabile e piatto. L’unico di rilievo è Mayuko, che scopre Neia all’inizio, ma che poi scompare in sostanza.

Vandread (2000), GONZO è noto anche per i suoi fallimenti imbarazzanti, come Vandread, serie di 26 episodi, ambientato in un universo in cui uomini e donne vivono in pianeti diversi: Merjere per le donne e Taraak per gli uomini. Un giorno, si scontrano e cercano di ritrovare la strada per tornare al sistema da cui provenivano. Da manga interessante, l’anime si tramuta in fuffa, con un comparto tecnico sconnesso e confuso, salti tra sequenze oniriche, realtà, passato e presente senza ordine logico, portando 24 episodi dopo a non aver idea di come si concluda. Atsuhiro Tomioka, che aveva poi collaborato nelle sceneggiature di Chrono Crusade (2003), Fairy Tail (2009) e Pokemon (1998), aveva steso una sceneggiatura incapace di tenere su un filo narrativo. Takeshi Mori, disegnatore di Eureka Seven (2005), Noein (2005) e Rumbling Hearts (2003), anche qui doveva attenersi a ciò che sa fare meglio, i disegni, invece di tentare di pianificare la serie, che risulta rigida e goffa dai colori eccessivi con infusione di 3D rozzi, completando il disastro, dato anche la qualità complessiva dell’animazione vera e propria.

Comic Party (2001), serie di 13 episodi prodotta da Oriental Light and Magic, e sostanzialmente uno dei peggiori anime mai realizzati. Animazione schematica e sciatta con sfondi semplicistici e monotoni. Come in Neia Under 7, i movimenti sono difettosi e rigidi. La colonna sonora è mediocre, con musiche di sottofondo sgradevoli “il peggio che abbia mai sentito fino ad oggi”, assimilabile a una raccolta di file MIDI. La storia sembra promettente ma deraglia da subito. I personaggi cercano di scrivere un proprio manga, ma questo aspetto viene ignorato per concentrarsi sui personaggi, la cui vita però non vede nulla di particolare e dall’umorismo insulso e privi di qualcosa che sia attraente, anzi appaiono fastidiosi o prevedibili, e di cui infine non si viene a sapere nulla.

Generation of Chaos, trasmesso il 5 settembre 2001 e prodotto ancora da Idea Factory. OVA che faceva da prologo a un videogioco omonimo. Rappattuma due storie sconnesse, sulla falsariga di Pokémon, realizzate in CGI e con animazione 2D riciclata almeno due volte in cinque minuti. L’impressione generale è di un brutto RPG della Super Nintendo, con degna colonna sonora. Da evitare.

Love Hina Again (2002), sequel della serie di 24 episodi Love Hina (2000), a sua volta sommersa di critiche. 3 gli OVA Love Hina Again, che XEBEC aveva creato puntando al semplice fanservice. “Un problema con molti anime harem è perché tante ragazze s’innamorino del personaggio principale. Qui è ancor più sconcertante. Keitaro è bello e lavora sodo, ma è tutto qui. Non ha senso dell’umorismo e neanche è orgoglioso del proprio aspetto. La cotta di Shinobu è l’unica che abbia senso, dato che l’aiuta a studiare. Il resto della storia è incomprensibile. La sorellastra di Keitaro sembra controllare lo stabilimento balneare di famiglia e compete con Naru per avere l’affetto di Keitaro, ma senza impegno”. Gli OVA cercavano di occupare troppe nicchie finendo nel caos, con aspetti illogici come un gatto volante e parlante, e personaggi con mitragliatrici in tasca, finendo con un lato ecchi decisamente imposto e greve. Il manga era molto più realistico e credibile. L’animazione in sé è decente dai colori vibranti e movimenti fluidi, ma non salva la situazione. I personaggi sono disegnati con gusto. Kanako è la più attraente delle donne… peccato la personalità ripugnante. Kitsune assomiglia a Brock dei Pokemon senza mai aprire gli occhi. Nel manga, gli occhi sono un suo attributo molto importante!

AIR Movie (2005), film che riprende i 13 episodi dell’omonimo anime, condensandolo in un’ora e mezza. Il supervisore artistico Osamu Honma modificò i characters dei personaggi, immersi ancora una volta tra colori eccessivamente accesi. La Toei Animation però riusciva a far peggio, l’animazione di un prodotto del 2005 sembrava quella di anime degli anni ’90, dagli effetti video scadenti, oltre la sceneggiatura debole. Nel complesso, rispetto alla serie TV, non era all’altezza per interesse ed emozioni. Tra l’altro, la colonna sonora, spesso il punto forte in qualsiasi produzione, qui è scadente, anche rispetto alla serie televisiva.

Tenkuu Danzai Skelter+Heaven, trasmesso l’8 dicembre 2004 e sempre prodotto da Idea Factory, Come Marte della distruzione, Skelter+Heaven è l’adattamento di un videogioco di alieni che attaccano la Terra. Come il precedente ha una CGI pessimo e l’animazione 2D non è meglio; spesso solo le bocche dei personaggi si muovono, come nei cartoni animati di Hanna-Barbera. Episodio singolo di 19 minuti, non vede succedere nulla. Da evitare.

Hametsu No Mars (Marte della distruzione), è notissimo per la sua orribile bruttezza, per fortuna è un singolo episodio, trasmesso l’8 luglio 2005 e prodotto da Idea Factory. Perciò andiamo avanti.

Hanoka, prodotto nel 2006 da RAMS. Anime interamente realizzato in Flash, riguarda ancora l’umanità attaccata da creature malvagie da sconfiggere con le super-armi.

Pupa, prodotto nell’inverno 2014 da Studio Deen. Nato da un manga cult horror, la trasmissione dell’anime fu rinviata di diverse settimane, e non a caso. Anime senza storia di una ragazza trasformata in bestia che si mangia il fratello immortale, per sopravvivere; uno show di depravazione fine a se stessa. “È come osservare Tokyo Ghoul da ubriaco e faticare a descriverlo la mattina seguente a un’amica… mentre la si mangia”.

Vampire Holmes, prodotto nella primavera 2015 da Studio Cucuri. Anime su un detective dai poteri sovrannaturali adattato da un gioco per cellulare. Invece di risolvere i casi, Holmes e Hudson trascorrono il tempo in panciolle in un appartamento di cui si rifiutano di pagare l’affitto. Animazione scadente per la più blanda commedia mai vista. Singolo episodio di mezz’ora di tempo sprecato.

 

Il Re Goldrake

Mirco Delle Cese, tratto dal libro I miei anni ’80
Gli Anni ’80Vero pezzo forte del decennio sono i cartoni animati, soprattutto gli anime nipponici. L’apripista, il principe, il simbolo, il Re appunto di questo nuovo scenario è lui, Goldrake. La sua vita inizialmente, come tutte le novità, non fu facile, tutt’altro. Goldrake è stato un successo senza precedenti. Non era il primo anime giapponese a giungere in Italia. Nel maggio 1976, il Primo canale (l’attuale RAIUNO) aveva già trasmesso la coproduzione austro-tedesco-nipponica Vicky il Vichingo; e due mesi prima di Atlas-Ufo Robot era stato trasmesso sul Secondo canale (l’attuale RAIDUE), Heidi, tratto dal romanzo di Johanna Spyri e realizzato da Isao Takahata con la collaborazione del maestro Hayao Miyazaki. Ma Vicky e Heidi – soggetto e ambientazioni molto europei – non hanno avuto il risalto mediatico che invece ottenne il più rivoluzionario Goldrake. Innovativo, luminoso, futurista, fu una vera esplosione seduttiva che accumulava audience, in Italia e in Francia, dove sarebbe stato trasmesso qualche mese più tardi. Fra i giovani, ma non solo, esplose una vera Goldrake-mania: il merchandising e le sigle del programma salgono le classifiche di vendita attestandosi ai primi posti. Il Natale del ‘78 i genitori furono costretti a far carte false per assicurare ai figli giocattoli legati a Goldrake, la domanda superò ogni aspettativa.
I ragazzi si immedesimano nel protagonista Actarus (Duke Fleed), le ragazzine se ne innamoravano. C’era qualcosa di male in tutto questo?
La paura del nuovo e un successo mediatico mai visto prima scatenò le reazioni più diverse, opinionisti, sociologi, pedagoghi e giornalisti, pubblicavano articoli e studi che finivano per collegare Goldrake a tutte le nefandezze d’allora, dalla droga alle Brigate Rosse. È ormai noto l’intervento parlamentare di un indipendente di sinistra, Silverio Corvisieri, è lui a dar fuoco alle polveri dalle pagine de La Repubblica. Corvisieri era allora militante dell’estrema sinistra, deputato e membro della Commissione di Vigilanza Rai. L’articolo, infatti, si intitolava Un ministero per Goldrake, La Repubblica, 7 gennaio 1979. Corvisieri aveva sfogato la sua frustrazione per essere rimasto inascoltato in Commissione e alla Camera dai suoi colleghi, troppo occupati da altre questioni all’ordine del giorno in quell’inverno di piombo con le Brigate Rosse e la crisi del petrolio, questioni ben più cruciali. Le questioni sollevate da Corvisieri sono tutt’altro che peregrine, riguardano o dovrebbero riguardare in realtà tutta la tv di stato e quella generalista che stava per apparire sulla scena italiana: “Goldrake deve sempre affrontare qualche nemico spaziale estremamente malvagio […] Si celebra dai teleschermi, con molta efficacia spettacolare, l’orgia della violenza annientatrice, il culto della delega al grande combattente, la religione delle macchine elettroniche, il rifiuto viscerale del ‘diverso’. In quale modo un genitore può fronteggiare con i poveri mezzi delle sue parole la furia di Goldrake?” . Poteva essere un’esagerazione ma all’epoca mosse l’armata dei censori italiani, nel breve volgere di un anno riuscirono a sollevare un polverone.
Terminata il 6 gennaio 1980 la trasmissione di Goldrake, il 21 dello stesso mese è stata l’ammiraglia Rai Uno a trasmettere un nuovo cartone robotico, si tratta di Mazinga Z prototipo di tutte le serie robotiche e uno degli anime più amati in Giappone. La proiezione sul Primo canale scatenò le ire di un gruppo di genitori di Imola che nell’aprile 1980, lanciarono una vera e propria crociata. Ai benpensanti puristi faceva eco la stampa nazionale, principalmente (ma non solo) di sinistra, (ad eccezione di Lotta Continua che titola «Bambini tenete duro che arriva Goldrake contro i genitori babbalei»). Il Resto del Carlino affermava: “Topolino è una lettura sana ma Goldrake è il Diavolo”; l’Unità del 13 aprile replicava: “Goldrake contro i bambini?” e Oggi getta benzina sula fuoco: “Questo Mazinga robotizza i nostri ragazzi”. L’apparente suddivisione elementare fra buoni e cattivi fu equivocata per ‘paura del diverso’ e ‘razzismo’, ignorando che in Goldrake, come in tutti i Manga e gli anime giapponesi, c’è una visione adulta, complessa, tormentata, il fumetto eil cartone animato non sono pensati per il bambino ma per un pubblico molto vasto che parte dall’infanzia e arriva all’età adulta.
Nel 1980 Gianni Rodari, il grande scrittore per bambini (e non solo), difese a spada tratta Goldrake: “Bisognerebbe vedere oggettivamente, liberandoci dai nostri pregiudizi personali, che cos’è per un bambino l’esperienza di Goldrake […] Bisognerebbe chiedersi il perché del loro successo, studiare un sistema di domande da rivolgere ai bambini per sapere le loro opinioni vere, non per suggerire loro delle opinioni, dato che noi spesso facciamo delle inchieste per suggerire ai bambini le nostre risposte […] Invece di polemizzare con Goldrake, cerchiamo di far parlare i bambini di Goldrake, questa specie di Ercole moderno”. Lo scrittore aveva colto nel segno e con queste parole taglia la testa al toro, con Rodari si schierarono Oreste del Buono, Nicoletta Artom e pochi altri. Le parole autorevoli del premio Andersen non impedirono che diverse censure colpissero gli eroi dopo un decennio d’oro: la prima fu imposta dalle associazioni genitori a Rai e Fininvest. L’altra nel 1990 con la legge Mammì che tra le altre cose vietava la pubblicità nei cartoni animati. Le serie giapponesi economicamente non convenienti, furono sostituite dai telefilm adolescenziali made in Usa. Il vento cambiò solo a metà anni ‘90, quando i bambini del 1979, cresciuti e con qualche soldo in tasca, riuscirono lentamente a imporre al mercato di nuovo i propri gusti.
Quello che non ebbero da piccoli lo ottennero da grandi come consumatori, e non è chiaro quale delle due modalità sia migliore; essere fruitori bambini di programmi dai contenuti complessi o adulti consumatori sedotti da marketing vintage e pubblicità aggressive? Forse più che demistificare sarebbe bastato contestualizzare. I bambini sono tutt’altro che infantili, è figlio di un vecchio pregiudizio che parte da lontano, dall’illuminismo di Rosseau, il vedere nel bambino un individuo con ‘limitatè capacità da proteggere contro stimoli complessi o troppo emotivi. É la visione adultocentrica della pedagogia che ha dominato per decenni, ci vorrà il vento di Pippi Calzelunghe e La storia Infinita per sdoganare la visione moralista della letteratura per l’infanzia. In pratica la censura che prima colpiva le opere letterarie per ‘l’infanzia’ ora colpisce i ‘programmi televisivi per l’infanzia’, al censore di professione non scade mai il mandato.

 

22 incredibili Film Anime non prodotti da Studio Ghibli

Just Milo, Goboiano 6 ottobre 2016

Trovare un film anime appropriato può essere difficile una volta usciti dal regno dello Studio Ghibli, altrimenti noto come Disney degli anime. Vi sono molti grandi anime film, ma se fate vedere Akira o Jin-Roh a dei bambini, nel migliore dei casi non saprebbero cosa succede e nel peggiore ne sarebbero segnati per tutta la vita. Allo stesso modo, molti film anime si basano su programmi televisivi, portando molti ad essere confusi, perché perderebbero buona parte della trama. Così qui vi sono 23 grandi film anime non della Ghibli per tutti, vecchi e nuovi per il mondo anime. Non sono disposti in alcun ordine, naturalmente!

1. La ragazza che saltava nel tempo (Toki o Kakeru Shoujo)
Studio: Madhouse
Un film sui viaggi nel tempo e la maturazione, storia semplice ma molteplice, facile da apprezzare a tutti i livelli.girl-leapt-time-main2. Godfathers Tokyo
Studio: Madhouse
Un film non convenzionale sul Natale, dalla storia unica. Seguiamo tre personaggi senzatetto nel tentativo di riportare un bambino perduto ai genitori, finendo per affrontare i problemi personali da cui fuggono. Davvero un grande film che mostra l’umanità degli estranei.8a4fbb03b280f1526c6bd95e10ace3513. L’isola di Giovanni (Giovanni no Shima)
Studio: Production IG
Un film sul seconda dopoguerra diverso da Tomba per le lucciole e anche un po’ più felice. Due ragazzi giapponesi cercano di vivere e crescere nel Giappone sconfitto e sopravvivono in un mondo duro interagendo con le forze russe. I temi dell’accettazione fanno di questo film una grande lezione per tutti gli spettatori.giovanni_s_island-00044. Viaggio verso Agartha (Hoshi wo Ou Kodomo)
Studio: Comix Wave Films
Realizzato dal regista Makoto Shinkai, questa storia istruttiva affronta la perdita e la solitudine attraverso una ragazza di nome Asuna finita in un’avventura fantastica piena di mostri.children_who_chase5. Patema Inverted (Sakasama no Patema)
Studio: Purple Cow Studios Japan
Ambientata in una realtà alternativa in cui la metà dell’umanità subisce l’inversione della gravità e deve vivere nel sottosuolo, un ragazzo e una ragazza cercano di conoscere le differenze del passato trovando che le prospettive di vita sono diverse per ogni persona.56238555201405051419001499688949638_0016. Hotarubi no Morie
Studio: Brain’s Base
Questo cortometraggio è sull’amicizia e l’amore nella stranezza del soprannaturale. Si potrebbe piangere verso la fine.hotarubi-no-mori-e-i7. Colorful
Studio: Ascension
Una seconda possibilità è data a un’anima, per imparare a conoscere il valore della vita e correggere i propri errori in questo film semi-soprannaturale.colorful-_movie_-full-9373728. Piano no Mori
Studio: Madhouse
Piano no Mori parla dell’amicizia, in questo caso utilizzando la musica come tema centrale. I brani musicali sono divertenti e i diversi approcci dei personaggi alla vita saranno apprezzati da molti.piano_no_mori9. La terra promessa ai nostri primi giorni (Kumo no mukou, Yakusoku no Basho)
Studio: CoMix Wave Inc.
La storia di tre bambini dai loro sogni e di come l’amicizia trascende tempo ed obiettivi. L’umanesimo viene mescolato alla fantascienza, rendendolo piacevole per tutti.the-place-promised-in-our-early-days10. Summer Wars
Studio: Madhouse
Un film di grandi azione, atmosfera e tono, nonché dalla forte rappresentazione della forza della famiglia. Riunisce molti elementi in una storia coerente, dove ogni persona può apprezzarsi a suo modo.summer_wars_311. A Silent Voice (Koe no Katachi)
Studio: Kyoto Animation
Un ragazzo bulleggia una ragazza, costretta a trasferirsi dalla scuola, ma con una torsione ironica, il ragazzo diventa vittima di bullismo. E’ una lezione morale contro il bullismo, ma anche una storia commovente di redenzione.silent-voice-visual12. L’inno del Cuore (Kokoro ga Sakebitagatterunda)
Studio: A-1 Pictures
Una ragazza vive con un forte senso di colpa dopo aver lacerato la famiglia per ciò che ha detto. Così, vive senza poter parlare, ma deve affrontare la colpa, mentre affronta le difficoltà della amicizia e della maturità.the-anthem-of-the-heart-characte13. Chi lasciare? (Ushiro no Shoumen Daare)
Studio: Mushi Production
Il racconto di una ragazza che cerca il suo posto nella grande famiglia, mentre le attività giapponesi nella seconda guerra mondiale incidono sulla vita della gente comune. Una riflessione sulla guerra e i suoi effetti sulla società.1461347615-d480eb996a7caf17976e1aa13bd9958d14. I bambini lupo (Kodomo Ookami Ame to Yuki)
Studio: Madhouse, Studio Chizu
Nati da un amore segreto tra un umano e un lupo mannaro, due bambini devono crescere nascondendo la loro vera identità, cercando di vivere una vita normale. Il tema della ricerca dell’accettazione si svolge molto bene qui, qualcosa che la maggior parte delle persone potrà apprezzare.wolf-children-ame-and-yuki-anime-hana-and-the-kids15. Una lettera per Momo (Momoe no Tegami)
Studio: Production IG
Tratta della perdita di una persona cara, difficile a tutte le età, così il viaggio di Momo per conciliare i sensi di colpa è potente per grandi e piccini.momo16. Tamako Love Story
Studio: Kyoto Animation
Il liceo è un momento di crescita e maturazione. Due personaggi diversi per origine e obiettivi s’incontrano in questa storia totalizzante romanticismo, sogno e realtà.tamako17. 5 centimetri al secondo (Byousoku Go Centimetr)
Studio: CoMix Wave Inc.
La realtà è dura, ed è ciò che questa storia si propone di trasmettere. Un film sulla mondanità dell’amore, riflettendo sulla preziosità delle proprie azioni, così come la futilità nell’imprevedibile corso della vita.5cm18. Il ragazzo e la bestia (Bakemono no Ko)
Studio: Studio Chizu
Il valore del legame genitore-figlio è in prima linea in questa storia su un ragazzo abbandonato che trova un ruolo nel rispettato ma imperfetto combattente per un mondo diverso.boy_and_the_beast_2__large19. Un’estate con Coo (Kappa no Kuu to Natsuyasumi)
Studio: Shin-Ei Animation
Un mitico kappa viene adottato da una famiglia che deve far fronte a difficili passato e futuro. Il conflitto del kappa tra il desiderio per la propria specie e l’accettazione della nuova realtà è sorprendentemente umano e facilmente comprensibile.coo20. Hal
Studio: Wit Studio
In una società futuristica in cui i robot possono agire come esseri umani normali, un robot viene creato per prendere il posto del fidanzato di una ragazza, portando a un racconto d’amore che trascende l’identità.hal221. Compagni di classe (Doukyuusei)
Studio: A-1 Pictures
Due liceali molto diversi devono imparare a lavorare con gli altri nel festival scolastico. Imparano rispetto e amore e a capire come gestire i sentimenti in modo responsabile. Carattere BL.doukyuusei22. Il tuo nome (Kimi no na wa)
Studio: Comix Wave Films
Film anime del 2016 su un ragazzo e una ragazza dai sogni opposti e che attraverso un fenomeno di scambio dei corpi, imparano la realtà reciproca vivendo insieme.pemeran-kimi-no-nawa-karya-makoto-shinkai

Perché le serie anime attuali sono brevi?

Justin Sevakis, ANN 26 settembre 2016shirobako-episode-2-15Mathias chiede: “Guardando nei passati decenni, sembra che meno anime venissero prodotti, ma che durassero molto più a lungo, spesso oltre cinquanta o anche cento episodi. Cosa ha spinto i produttori passare al sistema attuale, per lo più a serie di dodici o ventiquattro episodi?

In realtà mi hanno fatto questa domanda un bel po’ di volte, e ho risposto anche secoli fa. A quanto pare deve essere stato tanto tempo fa, tanto che nessuno può trovarle, quindi suppongo che debba tornarci.
Il modo con cui si finanzia l’anime nei giorni delle serie TV notturne è molto diverso da quello di decenni fa. In generale, per produrre un anime TV sono necessari almeno quattro organizzazioni che si dividono i ruoli. Il primo pianifica (Kikaku), guidando la serie ed agendo da produttore. È necessario lo studio di animazione, ovviamente, di solito assunto dal pianificatore. C’è bisogno di una rete televisiva. E infine è necessario uno sponsor. Vi sono molte altre aziende necessarie, naturalmente, ma nell’essenziale, questi quattro costituiscono il nucleo della produzione. Prima del boom delle serie notturne, questi soggetti avevano ruoli abbastanza distinti. La società di progettazione decide cosa adattare (o creare) e cercato lo sponsor. Lo sponsor lo finanzia in cambio di product placement e spazi commerciali. Lo studio di animazione crea l’anime e quindi la rete televisiva lo trasmette. Per decenni fu così che il segmento TV del business degli anime funzionava. E quando si lavorava così, funzionava tutto molto bene. Se l’anime era un successo, avrebbe spinto le vendite dei giocattoli (gli sponsor erano molto spesso aziende di giocattoli). Finché vendevano, lo sponsor era contento e v’investiva, e sarebbero andati sempre avanti così. Questo si sarebbe ripetuto finché i giocattoli vendevano, o la società di progettazione finiva gli script da animare (cosa che avrebbe cercato di evitare il più a lungo possibile.) Molti anime venivano programmati con un numero determinato di episodi (spesso 26), ma molti venivano progettati per non avere scadenze.
shirobako-14-warring-jerks Il problema è che spesso le cose non andavano molto bene. Se un anime non aveva successo, veniva cancellato, alcuni sponsor erano più pazienti di altri cercando di vedere se avrebbe eventualmente avuto un pubblico. Alla fine, uno sponsor sarebbe giunto alla conclusione che stava sprecando soldi, decidendo di cancellare l’anime. Il problema è che l’animazione richiede tempo per la produzione, inevitabilmente, settimane e forse mesi di episodi venivano messi in produzione, e alcuni erano pronti o quasi. Chiudere la produzione di un anime è come cercare di frenare un treno merci, richiede tempo. Questo processo inevitabilmente fa perdere altro denaro sull’anime, un vero disastro, riducendo l’importo complessivo dei fondi per altri anime. Ma a meno che l’anime non fosse orrendo, era più sensato concludere gli episodi invece di gettarli via prima della conclusione. Sicuramente alcuni fan l’avrebbero comprato come home video. A volte questi episodi finali divenivano OAV dopo la fine. Ma lo sponsor non era comunque contento. Molte bombe gigantesche non terminavano sul serio che dopo ben oltre 30 episodi. Erano un mucchio di soldi sprecati. Inoltre, questo sistema funzionava bene con i prodotti per bambini, specialmente quelli che divenivano facilmente dei giocattoli, ma altri generi erano molto più rischiosi. Un dramma militare romantico per adulti non si presta granché a vendite commerciali, e in effetti si noterà che gli anime shoujo degli anni ’90 sono pieni di product placement davvero imbarazzanti. (Un’adolescente è molto attenta ai propri interessi, così è meglio scacciare la piccola astronave-giocattolo per bambini di 6 anni e tentare la fortuna!) Perciò si hanno molte più serie TV rivolte ai bambini di giorno. Altri generi tendono a diventare OAV semplicemente perché i creatori non hanno dovuto preoccuparsi di piazzarvi i prodotti dello sponsor. Gli home video in sé sono il prodotto!
In ogni caso, con un lento passaggio dai primi anni 2000, il mercato degli OVA e la maggior parte del mercato televisivo si unirono col sistema del “comitato di produzione”. Questo fu in gran parte dovuto alla necessità, dato che l’economia giapponese stagnava e quindi altro denaro dagli sponsor diventava difficile da trovare. Nel comitato di produzione, l’organizzazione della progettazione e della sponsorizzazione essenzialmente si fusero. Il comitato è un insieme di società con diversi e divergenti interessi (ad esempio, una società di giocattoli, un editore musicale, uno sviluppatore di videogiochi e una agenzia di talenti) che insieme mettono i soldi per creare l’anime. Quindi pagano le reti televisive per trasmettere l’anime nelle prime ore del mattino, visto come promozione per la vendita degli home video e qualsiasi altra merce ne venga fuori. Mentre la maggior parte della pianificazione è ancora opera di una singola azienda, l’intera commissione ha voce in capitolo nel contenuto dell’anime e in qualsiasi attività connessa alla proprietà. Per limitare i rischi delle aziende di questi comitati, ogni stagione prevede solo 11-13 episodi. Se l’anime è un successo, altre stagioni possono essere ordinate. Se l’anime falla, ciascun membro del comitato paga il costo di una sola stagione, spesso ripianato vendendo diritti internazionali (*), home video e qualsiasi merchandising che si possa piazzare.
Il sistema dei comitati di produzione può sempre fallire nei modi più strani e terribili (vi sono stati alcuni incidenti in cui il comitato si bloccava e letteralmente non faceva niente), ma il sistema ha resistito per oltre un decennio, ed ora è la prima scelta anche per anime che andrebbero benone con il sistema della sponsorizzazione. Vi è ancora una manciata di anime (per lo più per bambini e dalla lunga serie) che ancora operano in questo modo, ma se un anime va in onda in Giappone di notte è probabile che andrà di stagione in stagione, e potrete essere sicuri che un comitato di produzione governi la barca e che sia molto attento a non fare lo spendaccione per un’enorme numero di episodi, perché non si sa mai cosa si colpisca e con che bombe.shirobako-title

(*) mi è sempre sorto il dubbio che molte serie apparse in Italia fossero lo scarto della produzione giapponese. NdT

Perché Il Tuo Nome incanta il Giappone

BBC 27 settembre 2016

Un film giapponese fa storia divenendo la prima animazione non opera del leggendario Studio Ghibli ad incamerare più di 10 miliardi di yen (98 milioni di dollari) in un mese. Ma cosa esattamente ha attirato le folle?makoto-shinkai-the-garden-of-words1. Si tratta di un fantasy sullo scambio dei corpi
Il tuo nome, noto anche come Kimi no Nawa in giapponese, è un fantasy sullo scambio di corpi incentrato su due adolescenti. Basato su un romanzo che racconta la storia di Mitsuha, liceale in una cittadina rurale giapponese, e Taki, liceale di Tokyo. Mitsuha inizia a sognare se stessa da maschio e Taki si vede attraverso gli occhi di una studentessa in campagna. Il resto del film esplora il loro scambio e la storia comprende viaggi nel tempo e comete catastrofiche.
2. Riprende lo scambio ragazzo-ragazza dei vecchi racconti giapponesi
Il regista Makoto Shinkai dice di essersi ispirato a un racconto classico giapponese del 12° secolo, Torikaebaya Monogatari, che parla di due fratelli, dove il ragazzo viene allevato come una ragazza e la ragazza cresciuta come un ragazzo a causa della loro personalità. E da lì a racconti più recenti. Tenkousei è un film giapponese del 1982 su un ragazzo e una ragazza che si scambiano i corpi dopo essere caduti dalle scale di un tempio. Un padre e la figlia si scambiano i corpi nella fiction del 2007 Papa to Musume no sega Nanokakan.
3. Cattura la malinconia del sogno adolescenziale
Tocca temi universali come la maggiore età, l’adolescenza e la lotta per affermare la propria identità in un mondo confuso. Ne Il tuo nome i personaggi si svegliano dal sogno dell’altro dove il confine tra realtà e sogno sfuma continuamente. Su questo aspetto del film, Shinkai dice di essere stato influenzato da una famosa poesia giapponese dal titolo Yume to Shiriseba, dove si legge:
Mi chiedo se è apparso in sogno, perché mi sono addormentato pensando a lui.
Non mi sarei svegliato se avessi saputo che era un sogno”.
Questo momento di malinconia nel dormiveglia dopo il sogno è la sensazione che Shinkai sembra abbia raggiunto nel film.
4. E’ il ricordo del terremoto che ha cambiato la nazione
Si basa anche sull’esperienza del Giappone dopo il terremoto del 2011, il più potente che abbia mai colpito il Giappone, causando 16000 vittime. Ampiamente indicato come 3.11, Shinkai ha detto alla rivista Diamond che aveva cambiato non solo lui, ma tutta la società giapponese. Il film stesso è oscurato dalla minaccia di un disastro naturale. Shinkai ha detto che nel film riflette il sentimento che molti, compreso lui stesso, condividono, che un disastro potrebbe colpire in qualsiasi momento. “Non potrà mai sapere quando Tokyo potrebbe finire così“, dice Taki a un certo punto. “Ci vogliono cinque anni per digerire l’esperienza scioccante e sublimarla nell’arte“, riflette un utente Twitter, Yoshinaga Tastuki.
5. I fan compiono pellegrinaggi nei luoghi particolari e suggestivi
Il film è stato apprezzato anche per la bella grafica, spesso basata su luoghi reali. “Alla fine ho visto Il tuo nome. Storia, recitazione e musica erano tutti buoni, ma più di tutto mi ha travolto la bellezza delle immagini. Ogni taglio era incredibile“, ha detto un utente su Twitter. Altri utenti postano le immagini dei luoghi reali ripresi dal film, con i fan che li visitano, come nella città natale di Shinkai nella Prefettura di Nagano, nella prefettura di Gifu e anche a Tokyo. E il pubblico del film non si limita al solo Giappone. “Ogni dettaglio del film è stato accuratamente pensato e ripreso con tale precisione e passione“, ha detto il fan canadese Ismael Ramos alla BBC. “E’ un perfetto equilibrio di di arte, musica e narrazione“.
6. La speranza della prossima generazione dell’animazione giapponese
Un film di tale successo supera i confini e arriva al grande pubblico di giovani e appassionati di anime. Così Shinkai viene salutato da alcuni come il prossimo Hayao Miyazaki, il cui nome è quasi sinonimo di anime, accreditato per aver portato l’animazione giapponese al pubblico globale. Ha diretto successi premiati come La città incantata, La Principessa Mononoke (di Takahata. NdT) e il Castello errante di Howl lavorando allo Studio Ghibli, ognuno dei quali superò la soglia dei 10 miliardi di yen. “Shinkai è a suo modo al livello di Miyazaki, con Kimi no Na wa“, ha detto un utente Twitter. Altri hanno una visione leggermente diversa. “Penso che Miyazaki e Shinkai in realtà abbiano stili molto diversi, anche se sono altrettanto potenti“, ha detto Ramos. “Quello che hanno in comune è la capacità di far viaggiare il pubblico attraverso un’esperienza, che credo sia l’obiettivo finale di ogni artista“. E se credete l’imitazione sia la più alta forma di adulazione, il film è già stato ripreso in un mini film horror, uno spin-off dei fan.kimi-no-na-wa-your-name-1200x800

Il film anime ‘Il tuo nome’ travolge il Giappone

Japan Today 26 settembre 2016yourname-1Il film d’animazione “il tuo nome” sta travolgendo il Giappone, con le entrate al botteghino che superano la soglia dei 10 miliardi di yen (99 milioni di dollari), a soli 28 giorni dall’uscita, segnando una pietra miliare dell’animazione giapponese oltre le opere famose del regista Hayao Miyazaki. Il grande successo di Makoto Shinkai sulla storia fantastica di due adolescenti che si scambiano i corpi, è iniziato nei cinema il 26 agosto, attirando 7,74 milioni di persone e folle di fan che corrono a visitare i luoghi presenti nel film. Ora è il film giapponese col nono incasso più alto, l’unica animazione giapponese a superare i 10 miliardi di yen d’incasso escluse le opere di Miyazaki. Miyazaki, le cui opere sono state dei grandi successi in Giappone e all’estero, e che ha prodotto un film premiato come “La città incantata”, aveva detto nel 2013 che andava in pensione. Ora ha 75 anni. Spinto dalla popolarità del suo ultimo film, Shinkai, che s’è già fatto un nome nell’industria dell’animazione giapponese, viene propagandato come il successore di Miyazaki.
La storia descrive lo strano scambio di genere tra una liceale che vive in campagna e un liceale di Tokyo, durante i loro sogni, mentre i loro destini s’intrecciano durante il passaggio di una cometa millenaria. Una delle attrazioni del film è la bella fotografia attenta all’uso della luce. La storia, basata su un romanzo di Shinkai che ha venduto più di 1 milione di copie, riprende molti luoghi della vita reale come la città natale di Shinkai nella Prefettura di Nagano, nel Giappone centrale, presso la Prefettura di Gifu e a Tokyo. Illustrando l’attrattiva del film, molti hanno visitato questo mese una delle località del film, presso un santuario shintoista a Tokyo, Shinjuku, scattando foto durante un giorno feriale. Tra loro vi era Yasuko Nakamura, studente universitario di Tokyo, che ha chiacchierato con la sua amica nel punto in cui i sentieri dell’eroe e dell’eroina s’incrociano. “Esiste davvero“, rifletteva. Yurika Aoki, altro visitatore, ha detto che di solito non guarda gli anime, tranne i film Disney, ma era incoraggiato a guardare “Il tuo nome” sul grande schermo, per le ottime recensioni. “Vi sono molti commenti sui social media che lodano il film come ‘impressionante’”, ha detto Aoki.
Quattro canzoni popolari della rock band giapponese Radwimps, presenti nel film, ne hanno incrementato la popolarità. Yoshiteru Mahata, studente universitario di Sendai, Prefettura di Miyagi, nel nord-est del Giappone, ha detto che ha visto il film “grazie al passaparola e alle canzoni dei Radwimps“. Ma la crescente popolarità del film ha anche spronato il personale di produzione del film a sollecitare i fan ad avere un comportamento attento durante la visita dei luoghi presenti nel film, date le lamentele sul loro atteggiamento. Dal suo debutto nel 2002 con una breve animazione autoprodotta, Shinkai ha ampliato i fan nei film successivi, come “Oltre le nuvole, il luogo promesso” e “5 centimetri al secondo”. Shinkai, i cui personaggi principali dei film sono per lo più adolescenti, ha detto che vuole entrare in contatto con questo particolare pubblico. “Sono molti che si sentono in difficoltà se le loro vite ruotano soltanto su scuola e casa, motivo per cui leggono manga o romanzi e giocano ai videogiochi. Voglio creare per le giovani generazioni che hanno seriamente bisogno di storie del genere“, ha detto.
Prodotto dalla grande azienda cinematografica giapponese Toho Co., “Il tuo nome” ha moltiplicato per 10 il numero di spettatori al cinema rispetto all’opera precedente, “Il Giardino delle Parole” del 2013.

Critica a The Perfect Insider

Xenomas, Anime-kun 11 dicembre 2015maxresdefaultBasato su un romanzo del genialissimo Hiroshi Mori, abbiamo qui un anime dalla qualità raramente raggiunta!
Ci sono opere la cui qualità non va dimostrata, la cui magnificenza ci afferra, portandoci nell’abisso estatico illimitato, da cui è difficile districarsi e di cui non ci si vuole liberare! Subete Ga F ni Naru è uno di quei capolavori che meritano d’essere inclusi nel pantheon delle creazioni umane, tra le più belle creazioni dei nostri artisti più impegnati. L’incipit è sicuramente interessante, ma non necessariamente auspica l’eccezionale. Una storia banale su un amore non corrisposto vira nel massacro? La sopravvivenza a una serie di omicidi? Enigma, indagini, come Kin Daichi? Che nenia!
La storia ruota intorno a tre personaggi: il professor Souhei Saikawa, lucido, taciturno quasi disinteressato al mondo; Moe Nishinosono vigorosa, capricciosa, amante dalla notevole intelligenza e, infine, il genio enigmatico Magata Shiki che ha fatto avanzare molti campi scientifici, bella e misteriosa che nessuno ha incontrato di persona da oltre 15 anni. Con i tre personaggi Hiroshi Mori ci mostra un quadro costantemente inquietante, mistico, spaventoso. Una singola indagine è seguita per tutto l’anime, nessun tempo morto con una suspense che si rinnova alla fine di ogni episodio. L’indagine principale è costellata da una serie di piccoli enigmi che si presentano attraverso le domande che i protagonisti si pongono, e che potrebbero essere risolti se ci s’impegna con tutto il cuore a risolvere. Il bello è che è perfettamente possibile nella misura in cui la maggior parte degli indizi vengono distillati prima della soluzione. Gli indizi sono ben evidenziati in diverse forme, con flashback non affatto invadenti che ci permettono di capire meglio le motivazioni dei personaggi, immergendoci nelle profondità di questo universo straordinariamente coerente. La coerenza che dobbiamo soprattutto alla psicologia dei personaggi, che scopriamo nel corso degli episodi, e non volendo dire troppo per paura di rovinare il divertimento, non sarò esaustivo. Tuttavia, posso ancora dire che troviamo qui i temi dell’abbandono, della morte, della vita e dell’amore trattati con profondità e una certa forma di violenza. Hiroshi scopre un’oscura vicenda spingendoci a dare un altro sguardo su molte situazioni che le norme sociali ci spingono, a torto o a ragione, a condannare.
La colonna sonora non è esclusa, il nostro viaggio in questo mondo fantasmagorico è scosso dalle belle composizioni firmate da Kenji Kawai che ha lavorato soprattutto su World Trigger e Fate/Stay night: Unlimited Blade Works con ottime sigle d’apertura e di chiusura rispettivamente “parlate” da KAN-BOON e Nana Hitsuji (ナ ナ ヒ ツ ジ) di Scenarioart, semplicemente belle e che non mi stanco di sentire. L’animazione è quanto di degno per un Seinen come questo. Senza la valanga di effetti speciali e un tono in perfetta armonia con l’argomento. Posso dire lo stesso del design dei personaggi, sobrio e realistico, in omogeneità matura e perfetta con tutta l’opera. Infine, devo ammettere che sono stato radicalmente segnato dalla sincerità di questa storia e dalla precisione del suo adattamento. Il mondo dell’animazione giapponese è vasto e in continua espansione, e va bene di tanto in tempo incappare su opere di tale qualità che arricchiscono la nostra cultura ed espandono un po’ di più la nostra percezione della realtà.perfin_2_4