Fate/Zero – la badassitudine inizia qui

Critica dell’anime Fate/Zero
Anime-kun 23 aprile 2015fate-zero-6666Fate/Zero si riassume in una parola: classe. Ma ehi, sono qui per fare una critica, tentando di svilupparne una minima. Fate/Zero ha uno scenario a due tracce su una banda di stronzi cazzuti e verbosi in più di venti episodi. Così viene detto nel prequel di Fate/Stay Night, che vi consiglio di guardare per primo. Essendoci una critica su F/NS che dovrebbe seguire a breve, vi spiegherò i retroscena.
Fate/Zero parla di maghi che invocano spiriti eroici o meno, rivisitati in stile Arthur Pendragon o re Gilgamesh, in breve solo grandi personaggi che cercano ognuno di conquistare il Santo Graal, che dovrebbe esaudirne i desideri. Come ho già detto, questo è fondamentale. Iniziamo dalla base, come sempre: la forma. Beh, con Zero la mia adorazione verso lo studio Ufotable comincia. È bello. È superbo. I combattimenti colpiscono per l’animazione piena di effetti, mentre la videografica delle immagini renderebbe abbastanza invidiosi gli anime di oggi, colori ed effetti sono molto particolari, in breve è bello e fluido, cammina ed è tosto. I personaggi riconoscibili nel disegno Type-Moon non mi sono particolarmente preferiti, ma sono dannatamente buono, quindi non ho alcuna lamentela. La musica è adatta e riesce a rendere epica/tragica l’intera serie. E pensare che quando vediamo Zero, difficilmente s’immagina avere lo stesso effetto tre anni dopo… Insomma, l’estetica è ben più che in linea, ma deve servire a qualcosa, ed ecco i personaggi. E qui rimprovero Zero. Cerchiamo di essere chiari, non ho nulla contro i 150 personaggi dell’anime, e più figli di puttana ci sono e più ho possibilità di amarli, ma in Zero ci sono dei protagonisti tipici: i figli di puttana cazzuti che ci limitiamo ad ammirare (Gilgameeeesh…. ehm) che non hanno minimo interesse (80% delle volte) e buoni insopportabili (eh Kiritsugu). Con uno buono interessante (Waver) e uno stronzo che si evolve realmente (Kirei). Chiaramente, l’identificazione con i personaggi è zero, quasi senza profondità e il supposto eroe è quasi sempre assente dall’anime, senza avere alcuno scontro.
Passiamo ai dettagli. Gli spiriti eroici sono lì solo per lottare. Alcuni anno solo i malvagi (Caster, Berserker), poi ci sono quelli che ci stordiscono con discorsi insopportabili su lealtà, onore e cavalleria (Saber, Lancer), e quelli inutili (Assassino, comincio a chiedermi se questa classe non sia maledetta…) e coloro che cercano di ristabilire una sorta di equilibrio carismatico (Rider) e coloro che sono i peggiori figli di puttana cazzuti, ma che fanno in modo di farsi perdonare (Archer). A parte un po’ di storia sulla loro vera identità, sono scarsamente sviluppati per lo più, allo stesso tempo dobbiamo solo chiedergli di farsi classificare quando tocca a loro. Sono però un po’ più critico riguardo i Maestri, di cui sappiamo solo che sono quasi tutti dei bastardi pronti a tutto per realizzare ciò che desiderano, più o meno dettagliatamente. Ciò che m’infastidisce è che la maggior parte di loro merita maggiore cura, rimanendo alquanto superficiali. Kirei, per esempio, è stato sviluppato perché dispiega la propria personalità nel corso di Fate, mentre Uryu è lì solo come riempitivo. Coloro che hanno un impatto nella saga offrono qualche dettaglio in più sulla loro vita, mentre coloro che sono lì solo per la lotta, vengono rapidamente oscurati. Per essere chiari, l'”eroe” Kiritsugu è un angosciante anti-carismatico. Se vederlo per mezzo secondo sullo schermo, per tre quarti della serie, può sembrare classe, una volta che s’inizia a conoscerlo diventa insopportabile. Riguardo al Servo emblematico di Fate, Saber, non ha altro che badassitudine, perché altrimenti sarebbe piuttosto noiosa, e alcuni eventi (tra cui la riunione dei tre re, il vero passo eccellente della serie) presagirebbero un’interessante evoluzione del personaggio.
Lo scenario ha qualche problema di ritmo. Il primo episodio, puramente espositivo e due volte più lungo degli altri, è mortale. Lo so, ho dovuto guardarlo tre volte per terminarlo. Inoltre, è così verboso nei primi episodi che ci si chiede quanto seriamente i personaggi manterranno venti puntate, così inevitabilmente declina il ritmo. Alla fine, ci ritroviamo a una discussione più che a combattere. Sul finale, beh, alla fine è un troll. Non è pessimo, tuttavia, è eccellente e molto ben fatto, ed io l’ho sinceramente apprezzato, ma è comunque un troll. Gli autori di questa serie sono dei sadici.
In sintesi, Fate/Zero è molto ben fatto, più maturo (più maturo dell’attuale serie) e se volete dei personaggi immorali che combattono drammaticamente, siete alla porta giusta. Siate pronti a ritmi non sempre facili e a personaggi, soprattutto quelli principali, abbastanza ostici.
Voto: 7/10fate-zero-6670

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