Intervista all’ideatore di Genshiken, Shimoku Kio

Lauren Orsini, Anime News Network 3 febbraio 2015

Shimoku Kio è il creatore dell’amata commedia otaku Genshiken e il suo sequel, Genshiken: seconda generazione, che hanno visto un successo incredibile sia in Giappone che in America. La serie segue un club anime universitario in Giappone, adattato in due anime popolari, il secondo dei quali oggi pubblicato in Bluray da NISA. Abbiamo avuto l’opportunità di parlargli della serie e abbiamo incluso alcune domande presentate dai fan.

Genshiken.full.1548308ANN: Quanto della tua vita si riflette nei personaggi di Genshiken?
Shimoku Kio: Penso che sia molta l’influenza dovuta dalle mie esperienze passate e dalla mia personalità. Anche se non era esattamente la stessa cosa, feci parte di un club simile all’università. Penso che le emozioni e i complessi d’inferiorità che i personaggi mostrano provengono dalle mie difficoltà sentimentali. Alcuni personaggi illustrati non sono così, e ho avuito difficoltà ad inserire tali personaggi nella storia. Ad esempio, con Makoto Kosaka non ho quasi niente in comune, quindi non ho idea di cosa pensi.

Genshiken iniziò come serie con un cast quasi tutto maschile. Genshiken Nidaime segue un cast quasi tutto al femminile. Quali sono state le sfide del passaggio nello scritto, dal punto di vista degli uomini alla prospettiva delle donne?
È stato difficile perché non riuscivo a immaginare che tipo di conversazioni le studentesse universitarie abbiano normalmente. Alcune delle domande che avevo erano “parlerebbero solo di cose otaku?” e “di che altro dovrebbero parlare?” Dopo tutto, ho finito per farle parlare di BL (Love Boys) per tutto il tempo. Non so molto di BL, ma almeno è qualcosa che inquadro.

La sceneggiatura è diventata più facile con il crescente successo, o sentivi aumentare la pressione nel dargli un maggiore spessore?
Penso di aver cominciato a subire il blocco dello scrittore: formare un’idea, strutturare la storia, fare un piano e completare la sceneggiatura. Sicuramente iniziavo a capire cosa dovevo fare, e come legare ciascuno di questi passaggi. Tuttavia, non sono sicuro se sia stato necessariamente una buona cosa. C’è stato un momento in cui ultimamente era davvero difficile trovare una pazza idea. Potrebbe anche significare che mi sto abituando alla pressione… ma ancora una volta, non sono sicuro se sia una buona cosa.

Madarame è cresciuto soprattutto come personaggio negli anni, passando dal goffo fanboy 2D a un uomo di mondo con il suo harem! Si tratta di un riflesso della popolarità inaspettata di Madarame tra le fan femminili, o qualcos’altro?
La popolarità del personaggio non è mai stata la ragione. E’ solo successo, naturalmente, quando ho scritto la storia. C’erano già alcuni personaggi interessati a Madarame, per cominciare, quindi l’arrivo di Saki deve aver innescato tutto.

I personaggi americani, Sue e Angela, sono otaku molto orgogliosi. Intanto i personaggi giapponesi sembrano molto imbarazzati dal loro amore per gli anime. Ciò riflette la tua esperienza sullo stile di vita degli otaku di entrambi i Paesi?
Non ho sperimentato in prima persona, ma ho letto e sentito parlare, e del resto immagino ciò considerandone solo gli aspetti culturali.

Quanto la tua fama è diversa in Occidente rispetto all’Oriente? Ti aspettavi dei fan occidentali ispirarsi ai tuoi anime meno noti?
Non sono del tutto consapevole della risposta da parte dei fan occidentali, ma sono sorpreso di sentire che sono arrivati a prendere spunto dagli anime. Mi chiedo quanti anime e manga guardino e leggano. Non sono il tipo di persona che vuole conoscere le reazioni dei lettori. Mi preoccupa che, sapendolo, il mio stile di scrittura sia influenzato dalle preferenze di quelle persone.

Ohno è la cosplay di alcuni anime e personaggi di giochi molto moderni. Cosa ne pensi dello stato attuale degli anime oggi? Secondo te, l’industria è migliorata?
Non sono nell’industria dell’animazione, quindi il mio parere è da spettatore, ma penso che la tecnologia video abbia sicuramente fatto progressi. Le animazioni di alta qualità mi rilassano molto quando semplicemente le guardo sullo schermo. D’altra parte, però, lo stato della produzione con mancanza di programmazione e risorse non è cambiato molto. Credo che ci sia solo una manciata di studi di animazione in grado di completare una serie TV dalla prima all’ultima stagione mantenendo lo stesso livello di qualità sempre. E’ abbastanza comune che solo il primo e l’ultimo episodio siano di alta qualità…

genshikDai fan:
Qual è la relazione tra l’altro manga “spotted flower” e Genshiken?
Hm? Non c’è… e questa è la mia dichiarazione ufficiale. Il nome del titolo era solo un’idea giocosa che mi è venuta dopo aver creato il concetto della coppia e notando una sensazione a me molto familiare. Non sono onestamente sicuro di cosa fare della grande reazione infine scatenatasi da parte dei fan, in seguito. Anche in fase di pianificazione non vi era alcuna intenzione di collegare i due i titoli in alcun modo. L’idea non è venuta neanche discutendone con il mio editore.

Quando si tratta di Ogiue, uno dei cambiamenti visivi più importanti è il disegno degli occhi. Poiché questa qualità è unica per Ogiue in Genshiken, perché hai deciso di esprimerne la crescita mentale ed emotiva in questo modo? Inoltre, l’hai previsto fin dall’inizio, o è qualcosa che si sviluppava mentre lavoravi sul manga?
E’ stato accidentale, sviluppandosi in modo naturale. Mettendo l’accento sul suo sguardo ostile e distante, ho disegnato gli occhi senza il luccichio. Dopo il suo passaggio mentale, tali caratteristiche sono cambiate e il primo disegno degli occhi semplicemente non funzionava più.

Di tutti i personaggi introdotti in Genshiken: seconda generazione, Hato è il mio preferito. Come persona che ne sa molto di identità di genere all’università, è stato molto surreale vedere gli scontri realistici svolgersi nell’anime. Guardando Hato ho recuperato molti ricordi nostalgici, ed ero molto curioso di sapere come esattamente il tuo personaggio sia stato creato, dato che la maggior parte delle altre serie anime/manga che ho visto in passato, non sono di solito personali e genuini quando ritraggono personaggi simili a lui.
genshiken1 Quando lavoravo sui nuovi personaggi, considerando l’immagine che Ogiue usava per invitare nuovi membri, pensavo che le ragazze avessero avuto un interesse specifico per entrarvi. Inoltre pensavo che un cast tutto al femminile avrebbe squilibrato il manga, ma in quel momento un genere chiamato “otokonoko” (Uomini che si travestono e vivono come donne) veniva presentato come un tema per gli anime otaku. “Posso usarlo”, ho pensato, ed è stato l’inizio di tutto. Tuttavia, Genshiken ritrae un mondo relativamente realistico, e non sapevo come avrei potuto inserire un personaggio del genere con un titolo simile. Ho dovuto pensare davvero se prendere questa direzione. Ho anche creato una versione dello storyboard in cui un personaggio maschile completamente diverso appare, ma decisi di dare almeno a questo concetto un colpo d’occhio, e iniziai a lavorare sullo storyboard. Sorprendentemente, nonostante la mia preoccupazione, tutto in realtà è andato davvero bene. Anche se sono l’autore, non mi aspettavo quanto sarebbe stato gradito il Club per lo Studio della moderna cultura visiva.
La capacità del personaggio di passare da voci maschili a femminili è stato un grande vantaggio. Ho avuto modo di ascoltare una persona reale con questo tipo di capacità, e sembrava veramente essere due persone diverse. “Questo funzionerà”. Avevo ragione. Credo che parte del problema sia stato convincere me stesso. Dovevo essere convinto dal carattere “otokonoko“, e naturalmente, creare un personaggio credibile. Allo stesso tempo, non volevo che fosse troppo realistico. Il tema dell’identità sessuale può essere troppo pesante per un manga comico. Così, avrebbe potuto essere una cosa ovvia lasciare, ma aggiunsi un altro elemento “fudanshi” (gli uomini che amano i BL), al personaggio. Credo che sia il primo e finora l’ultimo carattere che sia una combinazione di “otokonoko” e “fudanshi“. Questa combinazione è assai improbabile nella vita reale, e aiuta a mantenere la sensazione immaginaria che si trova nel manga. Per concludere, Hato è nato perché il suo personaggio era una necessità nella creazione del manga. Detto ciò, la sua identità sessuale s’è trasformata fin dall’inizio… e le cose diventano un po’ complicate ora… sapevo che far entrare un personaggio come Hato averebbe reso le cose difficili, e io continuavo a dirlo alle persone intorno a me, ma… le cose sono decisamente molto difficili nella fase attuale della serie. Oh gente…

La fine dell’anime Genshiken: Seconda Generazione si allontana dal manga. Cos’hai da dire sull’ultimo episodio?
Durante la produzione dell’anime, il mio ruolo era verificare l’impostazione della storia, rispondere alle domande durante le audizioni, partecipare alle discussioni sullo scenario, assistere a sessioni di registrazione vocale e controllare le anteprime degli episodi. In realtà finì per riscrivere da zero la maggior parte delle anteprime degli episodi, durante la produzione. Era un po’ come creare i bonus a fumetti che certi volumi hanno alla fine, e mi è piaciuto molto farlo. Spero che a tutti piacciano. Ho partecipato a quasi tutte le discussioni sullo scenario e le sessioni di registrazione. Ho aiutato ad intuire e comprendere la storia originale. Creare scenari e registrazioni vocali sono un po’ come l’inizio e la fine della produzione di una storia, quindi finché ero lì per questo, pensavo alle grandi incongruenze che potevano essere evitate. Tsutomu Mizushima, il regista, e la signora Michiko Yokote, la sceneggiatrice, furono coinvolti nella produzione del primo adattamento animato della serie, e avevo piena fiducia. Ognuno espresse la sua idea sull’episodio finale, ma la sola signora Yokote scrisse il grosso della storia. L’unica parte cui ho contribuito è stata una delle conversazioni alle terme, dove Yoshitake parla a Ohno e Ogiue delle loro tette.

Quanto pensi che i riflettori internazionali sulle Olimpiadi interesseranno Akihabara e la cultura otaku in Giappone? Quante altre Sue e Angela pensi arriveranno?
Io sono di una generazione indotta ad imbarazzarsi nell’essere un otaku… quindi il mio parere onesto è che spero non attirino troppo l’attenzione. In realtà, gli eroge (giochi pornografici giapponesi) e alcuni dojinshi (testi otaku auto-pubblicati), non sono cose che possiamo orgogliosamente consigliare a tutti. Queste cose dovrebbero essere considerate degli hobby personali e scambiati solo tra persone che ne siano interessate. Non vogliamo farlo vedere al mondo intero. Se ne siete interessati, allora vi diamo il benvenuto, non importa la vostra nazionalità…. Ho una visione che appare conservatrice? Penso che la cultura otaku si stia generalizzando e divenendo molto popolare in Giappone. E’ diventato difficile dire “questo è otaku” e darne una definizione specifica.

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