“Watamote!”, commedia nera tra divertente e inquietante

Evan “King Baby Duck” Bourgault, EGM Now, 26 agosto 2013Watashi_ga_Motenai_no_wa_Dou_Kangaetemo_Omaera_ga_Warui_06_Tomoko_Kuroki_1Come sempre, una serie anime arriva a dividere le mie opinioni in due. Da una parte i miei pensieri dal punto di vista creativo, e dall’altra le opinioni sulla percezione moralistica. Eppure, come in questo caso, entrambe le parti ancora si scontrano riguardo il mio completo e totale giudizio critico. Quale serie ha spinto il mio cervello ad agire in questo modo, vi chiederete? La risposta, amici miei, è la contorta commedia Watashi ga motenai no wa do kangaetemo omaera ga warui! (Watamote!) di Nico Tanigawa, “Dite quel che volete, ma è colpa vostra se sono una sfigata!” La serie segue le vicende di Tomoko Kuroki (Izumi Kitta), una liceale squilibrata che sicuramente rientra nella categoria del “parla parla, ma non agisce mai”. Parla con elevata sicurezza di come faccia del suo meglio per diventare popolare. Purtroppo è pervertita, raccapricciante e assomiglia alla sorella di Ju-On. La sua triste visione della vita, anche, vi si mette di mezzo, denigrando quasi ogni singolo compagno di classe mentre fa quelle cose divertenti che in segreto vuole fare anche lei. Qui appare il mio primo blocco. Tomoko non è simpatica di carattere, piuttosto la sua ragion d’essere è venire ridicolizzata dai coetanei, in particolare dal fratello Tomoki (Yuichi Nakamura) che ha a che fare con i suoi folli imbrogli ogni giorno. Dal lato più creativo, il carattere di Tomoko ha un bel cambio di ritmo, mentre la sua mentalità può essere paragonata al personaggio di Yamada’s First Time (o B-Gata H-Kei). Gli spettatori che dovrebbero ridere di lei piuttosto che con lei, a volte hanno bisogno di un personaggio come lei in una serie. Tuttavia dal punto di vista moralistico dovreste dispiacervi per lei, dato che molti studenti nella vita reale probabilmente vivono le stesse cose.
Kuroki_TomokoWatamote! prende Tomoko e la pone in situazioni che variano dal divertente al raccapricciante. Alcuni dei momenti più divertenti sono il suo ricongiungimento con l’amica di scuola media, ora più bella di prima, o il tentativo di sorprendere il fratello, o andare a vedere i fuochi d’artificio solo per assistere a tutt’altro tipo di “fuochi d’artificio”. Uno dei momenti più divertenti è quando Tomoko acquista un videogioco BL e vince alla lotteria un oggetto specifico che farebbe uscire dai gangheri gli spettatori. Ma è quando Watamote! finisce in un territorio assai tremendo che le parti del mio cervello si scontrano. Nella prima parte del 4.to episodio Tomoko invidia un paio di compagne di classe che parlano delle molestie subite su un treno, con la nostra anti-protagonista che desidera essere trattata nello stesso modo. Ben presto si ritrova sul treno, dove pensa di aver trovato ciò che desidera. Un momento come questo fa riflettere sull’argomento. Dubito seriamente che nella società di oggi vi siano donne, con uno stato d’animo giusto o sbagliato, che vorrebbero trovarsi in una situazione del genere. E’ demenziale, inquietante e per nulla buffo. Anche se momenti come questi appaiono solo un paio di volte in Watamote! vi sono sempre più scenari divertenti all’inizio che poi sfociano nel nulla. Sebbene abbia riso molte volte di ciò che succede in questi scenari, ripensandoci mi chiedevo perché li abbiano scritti in quel modo? Ciò non mi ha impedito di guardare tutta la serie, ma temo che un’altra situazione preoccupante probabilmente mi costringerebbe a mollarla una volta per tutte. L’animazione è piuttosto buona, con presenze di personaggi inquietanti che agiscono efficacemente in alcuni passaggi sullo schermo. Silver Link ha fatto un lavoro incredibile con la serie Baka&Test, è quindi assai bello vedere ancora tale qualità al lavoro su Watamote! Kitta fa un lavoro incredibile nel doppiare Tomoko, catturandone la personalità di mostro che vuole essere popolare. Devo anche plaudire Sadesper Record per la buona (ma non eccezionale) colonna musicale adatta ad ogni situazione rappresentata. Ed è anche bello sentire una grande canzone death-metal eseguita da Konomi Suzuki e Kiba d’Akiba, che trasmette al massimo l’atmosfera ormonale.
La battaglia finale tra le parti del mio cervello ancora una volta ruota attorno questo spettacolo, non adatto a tutti, ma solo per chi ama le commedie nere. C’è un ritmo e una ragione dietro quasi tutte le commedie dello stesso genere, ma da nessuna parte posso trovarne una per Tomoko. Quest’opera mi rattrista perché Watmote! è diretto a un pubblico, ma purtroppo non è chiaro quale. Alla fine, dopo lunga riflessione, devo dare qualche credito a Watamote!, che tenta almeno di diversificarsi cercando di non essere un altro anime da commedia generica. Detto ciò, è un anime che se si decide di vedere, va guardato a proprio rischio. Ci si può divertire, ma le parti più sconfortanti dello spettacolo possono indugiare nella vostra mente più di quanto desideriate.

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