Sul Patriottismo e l’emendamento Costituzionale: un’intervista con il regista Hayao Miyazaki

Ghibli
Originariamente pubblicato su Neppu, Luglio 2013
Tradotto in inglese da Asato Ikea, e in italiano da Alessandro Biti

Questa intervista con il famoso animatore e regista Hayao Miyazaki fu pubblicata in origine sul mensile dello Studio Ghibli Neppu, in un inserto speciale riguardante l’emendamento costituzionale. Con un tono colloquiale, Miyazaki tratta una grande quantità di argomenti: racconta dell’esperienza della guerra sua e di suo padre, del suo mutevole rapporto con il Giappone, e approfondisce la politica e l’economia nipponica postbellica e le Forze di autodifesa. Inoltre, critica aspramente l’attuale governo guidato da Shinzo Abe, specialmente riguardo l’emendamento di riforma costituzionale.
Questo inserto della rivista Neppu ricevette una grandissima attenzione mediatica, ma le poche copie disponibili erano distribuite solo in pochissime librerie. L’editore così decise di pubblicare parzialmente l’intervista online. Il grande interesse per le opinioni di Miyazaki va cercato nella rarità delle sue pubblicazioni, dove il famoso animatore tratta apertamente le sue posizioni politiche. La traduzione presente è stata realizzata con la supervisione dello Studio Ghibli.

hayao-miyazaki-5Probabilmente sarei diventato un giovane patriota se fossi nato un po’ prima. Sono nato nel 1941, ma non ricordo quando la Costituzione nipponica fu redatta.(2) Quando ero un bambino, mi ripugnava(?) che il Giappone avesse combattuto una stupida guerra. Sentii, per sentito dire, alcune persone che raccontavano orgogliosamente le terribile cose che i militari giapponesi avevano fatto in Cina. Allo stesso tempo, mi raccontavano come la popolazione giapponese soffrisse sotto i bombardamenti aerei. Dopo aver sentito varie storie da molte persone, ho iniziato veramente ad odiare il Giappone, pensando di essere nato in un paese che faceva cose stupide.
La guerra finì quando avevo quattro anni, così la mia esperienza della guerra è molto diversa da quella di Takahata Isao (cofondatore dello Studio e maestro di Miyazaki Hayao), che è di sei anni più anziano di me, o dell’esperienza di mia moglie, che ha tre anni in più di me. Ancora però, ricordo un bombardamento aereo e la mia città bruciata. La sconfitta della guerra mi aveva umiliato. Dopo il conflitto, molti americani vennero in Giappone, e le persone si raggrupparono intorno a loro, guardandoli con curiosità. Ma io ero il tipo di bambino troppo timido per andare a chiedere una gomma da masticare o della cioccolata.
Ho letto molti libri di guerra. I libri che uscirono quando io ero un bambino narravano di come le persone si vergognassero di quello che fecero e di come la realtà della guerra sia molto diversa da quello che si pensava o si era portati a pensare. Persone di vari ambienti, non solo di chi era in prima linea a sparare, che non sono stati “eroi” durante la guerra, pubblicarono storie e rivelarono cose come l’inaffidabilità dei rada(r) giapponesi e di come il conflitto stava fallendo, malgrado tutti gli sforzi e sacrifici.
Non c’erano buone notizie. Sentire storie, come quella di come alcuni marinai andarono alla deriva dopo essere sopravvissuti al naufragio della loro nave, ho pensato che fosse una guerra patetica, perfino da bambino. Anni più tardi, ho letto il romanzo di Robert Atkinson Westall “The machine gunners” (1975) e ho capito cosa intendesse. I protagonisti del romanzo sono ragazzi che in tempo di guerra sono indignati di come gli adulti tifino “Guerra! Guerra!” senza prendere il conflitto sul serio. Nel romanzo, la serietà è il confine stabilito dai protagonisti tra loro e il mondo che li circonda. Penso che Westall è più anziano di me (3), e morì quando aveva sessantatré anni.
Dopo aver letto il libro di Westall, ho capito la mia vera natura. Io sono il tipo di persona che diventa passionale e arriva a pensare che ci dovrebbe essere qualcosa più importante della mia sola vita e che dovrei sacrificarmi per esso. Se fossi nato un po’ prima, sarei probabilmente diventato un fervente patriota militare. Se fossi nato molto prima, sarei partito come volontario e sarei morto sul campo di battaglia. Penso che l’unico momento in cui realizzi veramente cosa sia la guerra è quando rischi di morire. Non so se questa è una fortuna o no, ma io ho una vista scarsa, così non sono potuto andare volontario per una missione suicida e probabilmente mi avrebbero chiesto di produrre fumetti e immagini di propaganda.

ff20130719a2aMio padre produceva componenti per aerei militari durante la guerra
Anche se questi sono i miei ricordi d’infanzia, è stato prima del 1944 che la società nipponica e il Giappone diventarono isterici. Ma mio padre era un realista e nichilista, il tipo di persona che suole dire “non mi importa niente del mondo”, così le cose sarebbero sembrate un po’ diverse se avessi ascoltato solo a lui.
Mio padre sopravvisse al grande terremoto del Kanto nell’arsenale a Sumida, dove morirono molte persone. È molto orgoglioso della sua esperienza di prendere sua sorella per la mano e fuggire insieme quando aveva solo nove anni. Il giorno dopo i bombardamenti aerei di Tokyo, andò in città per vedere come stavano i suoi parenti. Così vide doppiamente le conseguenze del disastro. La vita da studente di mio padre assomiglia al film di Ozu Yasujiro “Where Now Are the Dreams of Youth?” (1932); si è goduto il momento. Durante la guerra, sostituendo suo zio, diresse la fabbrica di munizioni. Prese in prestito i soldi dalla banca e li investì nella fabbrica pure nel 1945, quando i suoi conoscenti cercarono di fermarlo, sostenendo che il Giappone avrebbe perso la guerra. Lui non voleva capire cosa succedeva nel mondo. Probabilmente pensava di non essere il solo a combattere e considerava la fabbrica solamente in termini di guadagno. Così non si pentì di niente. Non aveva un’ampia prospettiva. Ovviamente non poteva continuare affidandosi solo su ordini di armi, così iniziò a produrre cose come cucchiai di alluminio, che seppur di bassa qualità si vendevano come pane, dal momento che dopo la guerra si aveva necessità di tutto. Ha dismesso la sua compagnia convincendo un sindacato, per poi dividere i profitti con i suoi dipendenti. Aprì poi una discoteca nel capannone vuoto della fabbrica. Vennero un po’ di persone il primo anno, ma stava a Kanuma, un viaggio in treno da Utsunomiya, così dopo un po’ di tempo perse i clienti e venne chiusa. In quel momento venne a Tokyo. Così ho visto i miei genitori ballare il Blues. Lui era pure sorpreso quando scoprì che non potevo ballare quando ero alle scuole superiori. La gente dice che l’economia andava peggio prima della guerra, intorno al 1935, a causa della grande depressione, ma quella era l’età d’oro dei film. In altre parole, se tu avevi un lavoro e dei soldi, potevi goderti la vita con la deflazione. Mio padre racconta sempre che erano stati bei tempi, anche se magari lo è stato solo per un piccolo gruppo di persone a Tokyo. Che cosa pensi avrà detto della guerra? Disse che Stalin disse che i giapponesi sono innocenti. Ecco tutto. Ho litigato spesso con lui dicendogli che anche lui doveva essere responsabile della guerra, ma lui non aveva intenzione di pensare a questo problema. Divenne anche amico degli americani dopo la guerra. Disse che avrebbe preferito gli Stati Uniti all’Unione Sovietica. Non so perché odiasse l’Unione Sovietica, ma penso che non amasse la mancanza di libertà. Lui era una persona libera (ride).

E’ solo a 30 anni che ho dato un secondo sguardo al Giappone
Proprio ora, sto leggendo “La storia di Showa” (Showa shi, 2004) di Hando Kazutoshi, ma è dura. Più leggi, più capisci quante cose orribili ha fatto il Giappone. Non capisco perché il Giappone sia andato in altri paesi ed abbia ingaggiato una guerra. Non c’era un’altra strada possibile? Sarebbe stato diverso se il Giappone non avesse causato l’incidente manciuriano. Dopo la guerra Russo-Giapponese, il Giappone avrebbe dovuto restituire la Penisola di Liaodong, sostenendo che appartenesse alla Cina. Il Giappone non ha minimamente considerato questa possibilità. Era il tempo dell’imperialismo, quindi probabilmente nemmeno altri paesi l’avrebbero presa in considerazione. L’UnIone sovietica, l’Inghilterra, la Francia, i Paesi Bassi e gli Stati Uniti erano anche loro interessati alla Cina. Non possiamo ignorare questo fatto e dire che soltanto il Giappone sbagliava. Ma bisognerebbe chiedersi perché il Giappone viene criticato quando è stato l’ultimo paese ad unirsi a questa impresa. In ogni caso, il Giappone è stato un usurpatore. Mia madre mi raccontava di quando i suoi amici andarono in Manciura e di come si comportarono in maniera arrogante. Ogni volta che sento queste storie, penso veramente che i giapponesi non siano stati buoni. Per questo, anche quando sono cresciuto, non ho mai voluto cantare canzoni giapponesi. Al contrario, cantavo canzoni popolari russe, e speravo di avere una patria che potessi amare. Non perché la Russia fosse migliore, ma perché allora non avevo nessuna convinzione, ho pensato ci dovesse essere qualcosa di più importante di me stesso in cui credere. È stato quando sono tornato dal viaggio in Europa, intorno ai trent’anni, che ho riesaminato il Giappone. Per quanto io dica “Europa”, ho girato soltanto una piccola parte della Svezia. Ma quando sono tornato in Giappone, ho realizzato quanto ami le piante e il paesaggio naturale di queste isole. Ho pensato che il Giappone potesse essere un bellissimo paese, se non ci fossero le persone. Non è che è mi è iniziata a piacere la nazione o la bandiera giapponese, ma ho iniziato a riconoscere che il suolo giapponese – la terra del Giappone – era bellissima. Sia che siamo ricchi o poveri, viviamo in un ambiente fertile e ricco. Ho inoltre scoperto che Meji Shrine, la bellissima foresta qui vicino, è stata creata dall’uomo. Pian piano ho capito che vivo in un’isola dove il terreno ha un potere enorme. Questo secondo Hando, ma la storia moderna giapponese può essere divisa in una serie di periodi di quarant’anni. Il Giappone vinse la guerra russo-giapponese quarant’anni dopo l’apertura del paese nel 1865, anche se contrasse tantissimi debiti. Successivamente il governo imperiale e militare rovinò il paese nel corso dei quarant’anni. Tra il 1945 e 1985, sembrava che il Giappone si stesse riprendendo bene, con l’economia sviluppo. Dopo lo scoppio della bolla economica, il Giappone perse di vista i propri obiettivi e iniziò a declinare. Se Hando ha visto giusto, ci sono più che “due decadi perse”: tutto questo durerà per altri venti anni (ride).
In termini di storia, Hotta Yoshie sostiene che la storia sia di fronte a noi e il futuro alle nostre spalle. Così che ciò che vediamo di fronte a noi è il passato. Capisco che alcune persone non vogliano vedere il nostro passato militare. Ma se tu vuoi fare il politico in questo paese, devi conoscere questo passato e cercare di conoscerlo da solo. Altrimenti non potrai essere accettato dalla società globale.
65th Venice Film Festival (Mostra) : japanese director Hayao Miyazaki presents 'Ponyo on the cliff by the sea' In Venice, Italy On August 31, 2008-Se abbiamo mentito fino ad ora, possiamo continuare a mentire
Riguardo l’emendamento costituzionale, io sono ovviamente contro. Non è giusto che questo governo, con i bassi voti che l’hanno eletto, possa approfittare della confusione e cambiare la Costituzione d’impulso. Penso veramente questo.
Parlando legalmente, un emendamento Costituzionale è possibile solo se il governo cambia l’articolo 96 (5). In ogni caso, è una frode. È qualcosa che il governo non dovrebbe fare. Perché determinerebbe il futuro del paese, e la questione dovrebbe riflettere l’opinione del maggior numero di persone. Non sono convinto che l’opinione condivisa dalla maggioranza delle persone sia sempre quella giusta, ma se dobbiamo cambiare la Costituzione, abbiamo bisogno di una discussione approfondita.
Proprio ora, quando le loro dichiarazioni si rivelano controverse, i politici le evitano, sostenendo che non volevano dire quello. Sono costernato nel vedere ufficiali del governo e politici che non hanno una coscienza storica e opinioni ferme. Questi ottusi non dovrebbero cambiare la Costituzione. Determinano la politica senza alcuno studio reale sulle conseguenze, ma appoggiandosi a idee spontanee o ascoltando persone che dicono cose superficiali. Dopo aver parlato sulla scena mondiale ed essere completamente destituito, [il primo ministro Abe] ha cambiato subito idea e ha affermato che avrebbe “fondamentalmente” rispettato il Murayama Statement (6) del 1995. Che cosa significa “fondamentalmente”? Mi verrebbe da dire, ma non ne eri completamente contrario? Sono sicuro che l’Abeconomics sarà presto superata. Naturalmente, considerando l’articolo nono della Costituzione Giapponese, avere delle Forze di Autodifesa è veramente una cosa strana. È strano, ma funziona bene così com’è. Non dovremmo farlo diventare un esercito nazionale. I soldati professionisti sono in realtà un gruppo di burocrati che possono sbagliare. Io sono colpito quando le Forze di Autodifesa vanno sul luogo dei disastri e aiutano le persone. Loro lavorano duramente, e sono educati. Quando vennero obbligati ad andare in Iraq, non spararono mai e non uccisero nessuno.
Penso che siano stati magnifici. Dopo la Guerra del Golfo, dovettero mandare dei dragamine nel Golfo Persico, ma ritornarono a casa tranquillamente dopo aver bonificato l’area che sembrava non aver mine. Non dissi niente, ma ne fui commosso. Se una guerra inizia, potremmo anche pensare di cambiare la Costituzione, ma per adesso ci dovremmo concentrare sull’autodifesa. Potremmo rimanere indietro all’inizio, ma non dovremmo iniziare una guerra o difendere noi stessi in una condizione non necessaria. Fino a che le persone in questo paese non sono abituate al mondo della politica, possono facilmente essere raggirate.
Anni fa ammiravo i paesi neutrali come la Svizzera e la Svezia. Avevo solo l’idea di Heidi che correva per questi paesi. Ma in realtà è diverso. Questi paesi non sono disarmati e una neutralità disarmata non è possibile nella realtà. Quindi parlando verosimilmente, abbiamo bisogno di un certo livello di armamenti. Ma penso che sarebbe giusto non farlo. Può suonare stupido, ma il Giappone potrebbe avere un piccolo numero di carri armati. In realtà penso che basterebbe avere Mobile Suit Gundam che ci marcia intorno (ride). Possiamo dire che l’abilità di queste macchine è segreta. Sto solo scherzando.
In ogni caso, se abbiamo mentito fino ad ora, possiamo continuare a mentire. Queste persone che desiderano un senso di continuità potrebbero dire che il Giappone prebellico non era sbagliato, ma il Giappone era sbagliato. Dobbiamo ammettere questo. La questione delle donne di conforto coreane è un orgoglio etnico, e il Giappone dovrebbe scusarsi e provvedere al risarcimento. Come per i territori contesi, anche lì potremmo dividere i territori a metà oppure collaborare attivamente per gestirli. Queste questioni non si possono risolvere discutendo o ricorrendo alla Corte di Giustizia Internazionale. Come il Giappone si espandeva nel passato, ci saranno paesi che si espanderanno. Ma non possiamo fare la guerra ogni volta. Sarebbe più importante che il Giappone lavorasse per cambiare la sua struttura economica. Non possiamo avere una guerra in un paese come il nostro, dove ci sono tantissime centrali nucleari. L’espansione della Cina viene dalla sua situazione interna. Le contraddizioni della Cina sono le contraddizioni del mondo e non possiamo risolvere i problemi potenziando le nostre armi e trasformare le Forze di Autodifesa in un esercito.

gundam_00_raiser_by_sandrum-d5o65gqLa cosa più importante è come cambiare la struttura della nostra economia
Come stato costituzionale, la cosa più importante è proteggere i diritti umani; questo è un pilastro della Costituzione giapponese. Tuttavia, alcune persone, come lo storico Horigome Yozo, hanno sostenuto che il Giappone non possedesse un’idea dei diritti umani fondamentali da cui partire. Il mondo parla dei diritti umani, ma questa idea non esiste tra i giapponesi. Prima di morire, Horigome disse che si potrebbe applicare l’idea della “natura di Buddha” (issaishujoshitsubussho), ovvero l’idea che chiunque può diventare un Buddha. Shiba Ryotaro suggerisce che possiamo applicare l’idea dell’onore (na wo oshimu), l’ideale dei guerrieri Kamakura, ma non penso potrebbe funzionare. Hotta Yoshie ha un’opinione completamente diversa. Io sinceramente penso che non ci sia idea più bella dei diritti umani, anche se noi giapponesi non abbiamo qualcosa di simile nella nostra cultura. Dal momento che siamo una nazione isolata dell’Estremo Oriente, potremmo anche essere stati capaci di vivere senza fino ad ora, ma abbiamo la necessità di usare un linguaggio in comune con il resto del mondo globalizzato. Dobbiamo trovare questo linguaggio nella nostra tradizione e cultura.
Ma, come dicevo prima, quella a cui dobbiamo veramente pensare è la struttura della nostra economia. Non possiamo creare solamente un paese dove le persone consumano e tutta la gente è occupata a lavorare nell’industria, senza alcun interesse per creare quello che mangiamo, vestiamo, e abitiamo. Abbiamo perso il senso della realtà da quando lavoriamo per i numeri (soldi), per ciò che può essere usato e consumato. Ci sono alcune persone che tentano di sperimentare sentimenti reali, ma sono in pochi, così attualmente sono sopraffatti dal lavoro e vanno a casa per guardare la televisione e leggere la posta, cosa che non ha alcun senso.
Il sistema orientato al mercato che pervade il mondo di oggi non sta lavorando bene. Dobbiamo chiederci perché possiamo comprare tre banane per cento Yen (circa settanta centesimi). È strano avere vestiti fatti in paesi stranieri e buttarli via senza esitazione. Da questo non verrà niente di buono. Nel passato, le madri facevano i vestiti per i loro figli e le loro figlie, ma adesso ci sono molte madri che non sanno nemmeno come usare ago e filo. Probabilmente non sanno nemmeno come accendere un fuoco. Se i loro mariti non fumano, probabilmente non avranno nemmeno un accendino o i fiammiferi. Non penso che queste persone possano sopravvivere in questo mondo. È impossibile. Non sanno nemmeno fare un nodo. Ma quando dico questo, ci sono sempre persone stupide che iniziano a dire che dovremmo reintrodurre la leva obbligatoria. Di solito sono più giovani di me, e questi qui non hanno mai sperimentato gli orrori della leva su loro stessi. A queste persone vorrei dire “andate voi per primi”, anche se hanno cinquanta o sessant’anni. Se non vogliono andare, dovrebbero mandare i propri figli o nipoti. Solo a quel punto capirebbero che cosa vuol dire la leva obbligatoria.
Queste persone dovrebbero smettere di pensare che siano soltanto loro a vivere correttamente mentre gli altri no. La leva obbligatoria è la cosa peggiore. Dovremmo ricordarci di come la leva obbligatoria ha rovinato alcune giovani persone in Corea. Non è semplicemente una questione di mettere un certo numero di fucili insieme e far marciare i giovani. Non possiamo combattere una guerra in un posto popolato come questo. Il Giappone non è un paese dove si potrebbe combattere una guerra.

Mai fare le cose che vanno di moda
La Costituzione è un ideale, quindi, anche se viene migliorata, non ridurrebbe il numero di persone povere. Ma, dal momento che la Costituzione ci ha protetto e ha aiutato l’economia a svilupparsi nell’era postbellica, malgrado abbiamo sfruttato persone in paesi stranieri, ci accorgiamo a malapena delle persone che muoiono di fame nel Giappone di adesso. Senza un’assicurazione sanitaria nazionale, avremmo molti problemi e non saremmo capaci di incontrare un dottore. La maggior parte delle persone che lavorano nell’animazione non sarebbero capaci di vedere un dentista (ride). Fino a un certo periodo, penso che i politici di destra abbiamo cercato di raggiungere gli obiettivi fissati nel periodo postbellico e cercato di creare una società dove tutte le persone fossero alla pari.
Quando l’economia è stagnante, le persone iniziano a dire che il sistema dello Stato sociale non funziona. Ci sono sempre persone che cercano di sfruttare questi sistemi, ma sarebbe un errore farne a meno. Capisco che gli amministratori locali e i ministeri hanno problemi finanziari, e soprattutto che hanno problemi nell’area del sociale. Mi accorgo quando guardo il bilancio fiscale di Tokorozawa, Saitama, dove vivo. Diventerò piano piano sempre più povero. Ma non c’è niente che si può fare a riguardo.
Piuttosto che parlare delle speranze future, dobbiamo spostare l’attenzione su quanto siano interessanti i nostri lavori, quanto sia rilassante stare con gli amici, quanto sia bello quando vedi tuo marito, e così via. Da subito, le persone dovrebbero cercare di usare queste cose per trovare un senso alle loro vite. Non ci sono garanzie per il futuro. Non ci dobbiamo applaudire da soli (ride). Ma gli umani all’inizio vivevano in questo modo.
Ho creato un asilo nido e una scuola materna al lavoro. Si è rivelata una cosa fantastica. Ne sono stato molto felice. Quando vedo questi piccolini camminare in giro, sento il bisogno di abbassarmi anch’io. Quando penso a come cresceranno, qualche volta rimango disarmato, ma non possiamo dire che non dovrebbero essere mai nati. Dovremmo, e possiamo, festeggiare le nuove vite. Così non possiamo dire altro se non “ce la caveremo in qualche modo…“.
Penso che dovremmo ridurre la popolazione giapponese. Penso che una popolazione adatta per il Giappone sia intorno ai 35 milioni. Se ci mettiamo lo sviluppo tecnologico dell’agricoltura, potremmo anche essere un po’ di più, ma non oltre 50 milioni. Malgrado questo, qui oggi vivono più di 100 milioni di persone. È per questo che il Giappone produce cose come l’animazione. L’industria dell’animazione non potrebbe sopravvivere in un mercato piccolo. Come la popolazione diminuisce, non ci sarà più l’industria dell’animazione. “Sempre giganti” è ridicolo. Non ci sarà più nemmeno un “sempre Ghibli”. Infatti tutto sarà finito quando il produttore Suzuki Toshio smetterà di funzionare (ride).
L’ultima cosa che voglio dire è “Mai fare cose che vanno di moda“. Questo è vero anche per l’animazione, ma se tu segui la moda, sarai sempre in ritardo. Le persone adesso dicono di sentirsi insicure, ma io vorrei chiedere se c’è mai stato un momento in cui le persone non erano insicure. La situazione non è cambiata molto. Va tutto bene finché siamo in salute. Se non abbiamo un posto di lavoro, dovremmo solamente inventarlo. Si diventa ansiosi perché le altre persone sono ansiose. Perciò, non vi raccomando di fare cose (che) certe persone stanno già facendo.

TheWindRisesPoster-thumb-630xauto-35588Asato Ikeda è Professore di Storia dell’Arte e della Musica alla Fordham University, New York, e redattore dell’Asia-Pacifif Journal. Tra il 2014 e il 2016, lei è il Bishop White Postdoctoral Fellow al Royal Ontario Museum, Toronto, dove spera di organizzare un’esibizione delle stampte ukiyo-e. Coredattrice, con Ming Tiampo e Aya Louisa McDonald, di Art and War in Japan and its Empire: 1931-1960 (Leiden: Brill, 2012), sta attualmente lavorando ad una monografia che esplorerà la relazione tra l’arte giapponese e la guerra tra gli anni ’30 e ’40 del ‘900.

Nota del traduttore inglese: Vorrei ringraziare i redattori di Neppu, che non solo mi hanno gentilmente permesso di tradurre e pubblicare l’importante dichiarazione del signor Miyazaki, ma mi hanno aiutato e supervisionato nel lavoro di traduzione. Sono molto grata inoltre a Matthew Penney per i suoi suggerimenti editoriali.

Recommended citation: Miyazaki Hayao, “On Patriotism and Constitutional Amendment: An interview with film director Miyazaki Hayao“, The Asia-Pacific Journal, Vol. 11, Issue 36, No. 1, September 8, 2014.

NOTE
A parte quello del traduttore inglese (attivo in Nord America), tutti i nomi Giapponesi sono stati scritti nell’ordine tradizionale: prima il cognome poi il nome.
Nota dell’editore Neppu: La Costituzione è stata redatta nel 1946.
Nota dell’editore Neppu: Westall nacque nel 1929.
Nota del traduttore inglese: Miyazaki si riferisce alla canzone russa nota in Giappone come “okoku no tomoshibi no tame ni tatakawan”, non è stato trovato un titolo inglese o italiano.
Nota del traduttore inglese: L’articolo 96 definisce il processo per modificare la Costituzione. “Le modifiche a questa Costituzione possono essere avanzate dalla Dieta Nazionale, dopo una votazione a maggioranza qualificata di due terzi o più da entrambe le Camere e deve essere successivamente ratificata dal voto popolare, con la maggioranza dei aventi diritto favorevole, tramite un referendum speciale o altro tipo di elezione come specificato dalla Dieta.” (Sottonota del traduttore italiano: Procedimento simile a quello presente negli articoli 138 e 139 della Costituzione Italiana).
Nota del traduttore inglese: Per quanto Miyazaki non lo nomini direttamente, sta parlando del primo ministro Abe Shinzo. Nel 1995, il primo Ministro Murayama Tomiichi, al cinquantesimo anniversario della fine della guerra, ha rilasciato delle scuse ufficiali per le sofferenze e i danni causati del Giappone ai paesi asiatici confinanti.
Nota del traduttore: L’articolo 9 della Costituzione giapponese è chiamato anche “Clausola di Pace”, e asserisce che “Il popolo giapponese rinuncia per sempre alla guerra come diritto sovrano della nazione e alla minaccia e uso della forza come mezzo di risoluzione di problematiche internazionali”.

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