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BanG Dream! Stagione 2 Episodio 3 – Sing Girls (MKV). A cura di StratosAnime.

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BanG Dream! Stagione 2 Episodio 1 – Happy Party! (MKV). A cura di StratosAnime.

Zombieland Saga – Perché è la nostra Saga

Recensione dell’anime Zombieland Saga, Animekun 05 gennaio 2019

Ci sono questi anime in cui immaginiamo fortemente l’incontro che li fece nascere. Alcuni occhiali, probabilmente della droga, una potente mancanza di ispirazione, e infine alcuni pezzetti di carta disegnati in un cappello che, messi uno alla volta, formano uno scenario a cui un uomo sensibile non avrebbe saputo rifiutare. È questo tipo di aberrazione che dà vita a cose come Zombieland Saga, un’enorme collaborazione che riunisce Cygames e lo studio Mappa, che sicuramente hanno 1) ricevuto un assegno, 2) pensato di non aver tralasciato nulla da provare dall’ultima serie di successi e 3) piangevano così tanto prima dell’adattamento del fantastico Banana Fish da essere felici di cambiare idea. Ve lo dico da un po’, noterete che Zombieland Saga si presta a questo. Spacciato vagamente come serie horror con un cast di ragazze carine, la serie non perde tempo a far capire in cosa sei finto con, diciamo, la sottigliezza di un camion lanciato addosso con gra ricorso di slow motion e riff di chitarra. Ma andiamo avanti.
Zombieland Saga è il concetto stesso di stupido crossover, scenario allucinatorio della stupidità. Sotto la guida di un manager bipolare, 7 ragazze vengono risuscitate come zombi per diventare idol e salvare la morente prefettura di Saga. Sono tutti più o meno legati al mondo delle idol e dello spettacolo, vengono da periodi diversi e devono nascondere la loro vera identità per non rischiare di finire isolate da cerchie di umani terrorizzati. La loro motivazione è naturalmente inesistente, ma la nostra eroina Sakura ha l’amnesia e vede nella strana passione che l’anima quando va sul palco, la strada da seguire per ritrovare la memoria. Questo motiva la band nel diventare un gruppo di idol complete. Morte, ma famoso comunque.
Per alcuni episodi, i personaggi vanno a tastoni come la serie. Avventure stravaganti sullo sfondo di generi musicali che vanno dal rap di strada al death metal, e con schizzi improbabili, si potrebbe trovarvi uno sfondo di cinismo. Queste adolescenti trasformate in zombie, pronte a fare qualsiasi cosa per vendere e farsi un nome, non hanno altro scopo nella vita che allenarsi a diventare delle star, e di dover mantenere attentamente la loro immagine pubblica sotto pena di linciaggio; nonostante l’atmosfera leggera e l’umorismo onnipresente, il sottotesto cigolante è abbastanza visibile. Anche la forma dell’anime sembra dare un omaggio molto parodistico al genere anime idol: le ragazze, coi loro enormi occhi, le grandi teste e le mani minuscole, sono più moe del moe stesso, le coreografie in CGI non si sforzano di essere altri che orribili, discorsi motivazionali sono stupidi e gli incredibili progressi delle Franchouchou in dodici piccoli episodi renderebbero realistici qualsiasi nekketsu.
Ma Zombieland Saga, se guarda realisticamente all’industria idolatronica, reale o fittizia, non se ne prende gioco. L’anime non è così cinico quanto rispettoso verso queste giovani donne. Così, superata una prima fase di puro delirio allucinogeno senza coda o testa, Zombieland Saga so propone di esporre rapidamente ma efficacemente il passato di ogni membro delle Franchouchou, proponendo una seconda parte della serie piuttosto classica nel corso ma comunque interessante. Ogni protagonista dal passato e del periodo diversi diventa stranamente comprensibile scoprendone l’universo, dando origine a episodi sorprendentemente interessanti, emotivi, addirittura decisamente sorprendenti per alcuni (Lily per esempio). E se l’industria viene criticata, il concetto stesso di idol viene onorato dalla determinazione e dal cuore delle Franchouchou crescendo e volendo portare qualcosa di buono e nuovo al pubblico. Come il misterioso manager, la serie, sotto la sua buona scorza di pura scarsezza, è davvero appassionata alla materia. E alla fine, noi spettatori cerchiamo le gag e le assurdità, potendo aver affetto per Sakura, Junko, Tae e le altre, vedendole portare a termine la loro ricerca fino alla fine e salvare Saga, zombi o no. Un piacere nella narrazione che viene anche trascritta nella forma, cogli animatori che si divertono molto, alcune coreografie in buon 2D e una CGI che senza essere perfetta migliora di molto negli ultimi episodi; notiamo anche le scelte del doppiaggio, che danno una vera identità sonora a tutte le ragazze e le canzoni, dopo tutto molto belle, anche se la palma d’oro va al manager e alle sue impronte vocali impossibili.
La strada non è perfetta: la fine, pur avendo successo, rimane brusca e le scelte dello scenario lasciano irrisolte alcuni intrighi di cui avremmo voluto avere risposta. Forse l’OAV o una stagione 2 le completeranno anche se temo che un sequel non manterrà l’originalità di questa stagione. Ma la strada è ancora buona, perché Zombieland Saga, questo improbabile incrocio di generi, il suo umorismo la cui assurdità conferisce assoluta stupidità, i suoi personaggi estremi e colpi di scena ancora sottili come un camion che travolge tra grandi passaggi al rallentatore e piani riciclati, dovrebbero essere puramente e semplicemente zero. O no!