BanG Dream! 3 Episodio 5 – PoPi-V

BanG Dream! 3 Episodio 5 – PoPi-V (MKV). A cura di StratosAnime.

BanG Dream! 3 Episodio 4 – Quei polipi di wurstel

BanG Dream! 3 Episodio 4 – Quei polipi di wurstel (MKV). A cura di StratosAnime.

BanG Dream! 3 Episodio 3 – Non me ne vado!

BanG Dream! 3 Episodio 3 – Non me ne vado! (MKV). A cura di StratosAnime.

BanG Dream! 3 Episodio 2 – Spaventata a Morte


BanG Dream! 3 Episodio 2 – Spaventata a Morte (MKV). A cura di StratosAnime.

BanG Dream! 3 Episodio 1 – Il sogno definitivo, non pensi?!


BanG Dream! 3 Episodio 1 – Il sogno definitivo, non pensi?! (MKV). A cura di StratosAnime.

Auguri a Capitan Harlock: 40 anni fa andava in onda l’ultima puntata

RDS

Il 27 novembre del 1979 andava in onda su Rai 2 l’ultima puntata del mitico Capitan Harlock. Nelle ultime settimane tutti i fan di Capitan Harlock si sono molto preoccupati per le condizioni di salute del loro idolo Leiji Matsumoto. Lo scorso 14 novembre, l’ideatore del manga cult è stato colpito da un malore mentre si trovava a Torino per un evento dedicato ai quarant’anni del suo mitico personaggio.
Al momento non si hanno notizie sulle sue condizioni di salute ma, stando a quanto aveva riportato l’ANSA alcuni giorni fa, il maestro Matsumoto sembra fuori pericolo, seppur la sua prognosi resti ancora riservata. Parte dei festeggiamenti a lui dedicati vertevano sul quarantennale dell’ultima messa in onda della serie animata di Capitan Harlock.
Diretta da Rintarō, la serie era composta da 42 episodi. Dopo essere stata presentata in Giappone nel 1978, è arrivata in Italia, su Rai 2, ad aprile dell’anno successivo. L’ultima puntata è andata in onda esattamente a quarant’anni di distanza da oggi, ovvero il 27 novembre 1979. Nonostante oggi Capitan Harlock sia un vero e proprio cult, inizialmente l’accoglienza del pubblico italiano non è stata delle più calorose. Per alcuni critici televisivi il cartone risultava eccessivamente complesso e difficile da seguire. Con le successive repliche, presentate all’interno della “TV dei ragazzi”, Capitan Harlock venne compreso meglio, diventando uno dei programmi più apprezzati del momento.
Altrettanto iconica è la sigla che, nella versione italiana, è stata scritta da Luigi Albertelli e con la musica di Vince Tempera. Eccola:

Buon compleanno a Lamù: l’aliena dal costume tigrato ha compiuto 38 anni

Il mitico cartone giapponese compie 38 anni
RDS

Non ci sono dubbi, ottobre è ufficialmente il mese dei cartoni cult. Dopo i compleanni di “Candy Candy”, “L’uomo tigre” e “Lady Oscar” ora a soffiare sulle candeline tocca a Lamù. La mitica aliena dal costume tigrato compie 38 anni: il 14 ottobre 1981 andava in onda sull’emittente televisiva giapponese Fuji Television la prima puntata del cartone. Nata dal manga di Rumiko Takahashi pubblicato sul settimanale Weekly Shonen Sunday dal 1978 al 1987, Lamù ha subito riscosso un grande successo. Oltre alla serie animata di 195 puntate, il manga ha ispirato sei film e diversi episodi destinati solo al circuito dell’home video.
A differenza di molti altri cartoni giapponesi, la distribuzione di Lamù in Italia è stata meno omogenea e più complicata, probabilmente per via dei suoi contenuti “piccanti” non così adatti ad un pubblico di bambini. Il cartone è arrivato nei primi anni ’80 e inizialmente è stato trasmesso solo su reti televisive locali come Telecapri e Retecapri e, in seguito, su Odeon TV e 7 Gold. Negli ultimi anni, infine, è stato riproposto da canali più conosciuti come Man-ga, disponibile su Sky Italia, e Italia 2.
Nonostante non abbia avuto una diffusione così capillare, il cartone ha raggiunto ugualmente una notevole popolarità diventando il sogno proibito per tutti gli adolescenti cresciuti negli anni 80.

Morto Hideo Azuma, addio al fumettista ideatore di “Pollon” e “Nanà Super Girl”

È morto a 69 anni in un ospedale di Tokyo, per le complicazioni di un tumore
Il Fatto Quotidiano, 21 ottobre 2019

Èmorto a 69 anni il fumettista giapponese Hideo Azuma, conosciuto in Italia come autore dei manga Pollon e Nanà Super Girl, in un ospedale di Tokyo, per le complicazioni di un tumore. L’annuncio della scomparsa, che risale allo scorso 13 ottobre, è stato dato per volontà della famiglia a funerali privati avvenuti. Nato nel 1950 nell’Hokkaido, Azuma si trasferisce a Tokyo come assistente del mangaka Rentaro Itai, debuttando poi nel 1969. Il genere più esplorato da Azuma è quello nonsense fantascientifico con manga come “Futari to gonin” (Due ragazzi e cinque vicine di casa), “Yakekuso tenshi” (Un angelo disperato), “Parallel kyoshitsu” (La pazza aula parallela), “Fujori nikki” (Diario assurdo). Le più famose sono “Nanako Sos” e “Olympus no Pollon” di cui sono nati gli omonimi cartoni animati “Nanà Super Girl” e “C’era una volta Pollon”.
Con “Diario assurdo” nel 1979 Azuma ha vinto il premio Seiun come miglior manga di fantascienza, un riconoscimento importante che ha segnato in maniera rilevante la sua carriera. Negli anni Ottanta Azuma ha scelto volontariamente una vita da senza fissa dimora, con giornate passate tra bevute e lavoretti saltuari, dimenticato da tutti, nonostante la fama delle sue opere. Negli anni più recenti Azuma ha ottenuto apprezzamento della critica grazie al manga “Il diario della mia scomparsa” (in edizione originale è apparso nel 2005), pubblicato in Italia quest’anno da J-Pop e recentemente insignito del Premio Gran Guinigi 2019 per la riscoperta di un’opera, promosso da Lucca Comics.
“Il diario della mia scomparsa” è un opera autobiografica che ripercorre le tappe della sua depressione: l’improvvisa sparizione e il tentato suicidio, la vita da clochard e quella da operaio, l’alcolismo e il ricovero forzato in ospedale. Azuma è stato inoltre illustratore nel genere dei manga ‘lolicon’ (lavori con ragazze in situazioni di soffuso erotismo).

GIRLS UND PANZER DAS FINALE – 01


A cura di Whine Sub
elpinni: Traduzione/Adattamento/Typeset/QCheck
unoqualsiasi: Adattamento/Timing/Check
Ali-chan: JCheck/Timing/Style OP e insert song/Check/Nuova traduzione ending
Il film è in 1080p formato HEVC.

GIRLS und PANZER das FINALE 01 – DOWNLOAD

Yaoi: così é, se vi pare, nonostante voi

Avevo commentato su un post su facebook, che gli yaoi non mi piacciono, poiché li trovo deprimenti.
Ovviamente non poteva non rizzarsi sulle zampette posteriori un cagnetto politically correct, abbaiando su un presunto sfoggio di omofobia.
Omofobia digitale…
Per essere trendy e democratico-avanzato, devi dire che DEVE piacerti tale segmento manga-anime, per forza!
No!
Non mi piace proprio, se vi fate caso, al contrario degli Yuri, il 100% per cento, i millemila per cento degli anime yaoi, sono cupi, tetri, melodrammatici. L’ammorre omo (tra homini), viene sentito dagli autori stessi come una cosa greve, pesante, tragica, dal brutto finale. Niente sollazzi, né svolazzi, mai una volta, come appaiono nella maggior parte degli yuri.
Un motivo ci sarà. E che per gli stessi autori, le vicende yaoi sono l’essenza della cupezza e del malanimo, e non DEVE essere altrimenti. Almeno, è quello che ho visto negli anime yaoi che ho visionato. Dopo un po’, tutto ciò stanca, come stancano, essendo essenzialmente sulla stessa falsariga, gli anime sugli amorazzi tra brother and sister. Anche qui, stesso andazzo, rare sono le serie che non scivolano nel tetro e deprimente.

PS. Non so se considerare yaoi la commedia delle serie Binan Koukou Chikyuu Bouei Bu Love! Love! Molti, come quelli del noto fansub omonimo del genere, lo piazzerebbero lì, tra gli yaoi; ma non mi pare che, oltre ad avere personaggi solo maschili, alla fine si ammicchi a qualcosa di esplicito (a parte vestiti fin troppo sgargianti).

 

Alcuni consigli

Ho scaricato circa 350 GB di materiale, perciò saranno rimandati alcuni piani, l’HD del PC è pieno fino all’orlo.
Intanto ho potuto visionare, di questo materiale:
Jormungand II: odioso, confusionario, inconcludente
Nobunaga The Fool: inconcluso, il pack che avevo scaricato aveva solo 12 dei 24 episodi della serie
Texhnolyze: deprimente, da tagliarsi le vene, il tipico ‘ottimismo’ crepuscolar-disperante nipponico
Kyousougiga: tecnicamente ben fatto, però tipico ‘rompicapo’ religioso-filosofico nipponico
Rio Rainbow Gate: molto carino, più fruibile di tutti gli altri, ma va bene visto una sola volta.
Infine un paio di gioielli che consiglio a tutti, e che mi pare siano al solito stati ignoranti dal gangbang di ‘expert’ youtuboidi italiani e simili:
Hyakko
e
Blade & Soul

Consigliatissimi

Ansia sul ‘tesoro’ della Kyoto Animation

Asahi Shinbum, 19 luglio 2019

Sebbene sia uno studio secondario nell’animazione giapponese, la Kyoto Animation Co. sfornò una serie di anime popolari per la TV e le sale cinematografiche, tra cui “La malinconia di Haruhi Suzumiya”, “Lucky Star” e “K-On!”, Attualmente, il suo “Free! Road to the World – The Dream: The Movie”, dedicato ai nuotatori delle scuole superiori, viene proiettato nei cinema di tutto il Paese. “Violet Evergarden: The Movie”, su una ragazza che ha perso le braccia a causa della guerra e usa le protesi per scrivere per conto altrui, era programmato per gennaio. Ma all’indomani dell’incendio mortale nello studio a Kyoto della Kyoto Animation, il 18 luglio, che uccise 33 persone e ferito molti altri, gli esperti hanno espresso preoccupazione per la compagnia. Poiché gli studi di animazione di solito hanno un grande staff, con animatori e creatori di sfondi, “la produzione diventa molto difficile anche quando manca uno staff”, aveva detto Toshiyuki Morii, direttore dello studio di animazione Mushi Production di Tokyo, che aggiungeva preoccupato: “L’intero studio è andato a fuoco. Potrebbe essere difficile continuare la produzione per ora”.
Kyoto Animation, fondata nel 1981, si guadagnò una buona reputazione nei primi anni come subappaltatore perché i suoi lavori erano accurati. La società ebbe la grande occasione a metà degli anni 2000 quando adattò light romance in opere visive e produsse anime basati su manga a quattro riquadri. “(Kyoto Animation) è letteralmente unico nel settore”, dichiarava Nobuyuki Tsugata, istruttore presso il Dipartimento di Cinema della Nihon University College of Art e storico dell’animazione. “Il loro uso del colore è caratteristico: i fan possono capire se dei lavori furono realizzati da questo studio una volta che visti i colori tenui e neutri, offrendo una competenza senza pari nel ritrarre delicatamente i movimenti dei personaggi come la punta delle dita e gli occhi delle ragazze, guadagnandosi molti fan tra le ragazze”.
Secondo una società di ricerca del credito, lo studio aveva 200 dipendenti. Un istruttore di una scuola professionale èer animatori nella prefettura di Kyoto dichiarava che i neolaureati avevano difficoltà a trovare lavoro preso Kyoto Animation perché attirava molti creativi di talento. “È un gruppo di artisti che può essere descritto come il tesoro del Giappone. Non so da dove andrà l’industria dell’animazione giapponese (senza la compagnia)”, si lamentava l’istruttore.